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Sabato 18 Novembre 2017 | 11:09

Estetista uccisa a Mola la Regione Puglia parte civile al processo

BARI – Per la prima volta la Regione Puglia chiede di costituirsi parte civile in un processo per femminicidio. Nella prima udienza dinanzi alla Corte di Assise di Bari per l’omicidio della 29enne italo-brasiliana Bruna Bovino, uccisa il 12 dicembre 2013 nel centro estetico che gestiva a Mola di Bari, la Regione ha chiesto, insieme con i familiari della vittima e due associazioni antiviolenza, di costituirsi parte civile nei confronti dell’imputato, il 35enne Antonio Colamonico, ex amante della vittima
Estetista uccisa a Mola la Regione Puglia parte civile al processo
BARI – Per la prima volta la Regione Puglia chiede di costituirsi parte civile in un processo per femminicidio. Nella prima udienza dinanzi alla Corte di Assise di Bari per l’omicidio della 29enne italo-brasiliana Bruna Bovino, uccisa il 12 dicembre 2013 nel centro estetico che gestiva a Mola di Bari, la Regione ha chiesto, insieme con i familiari della vittima e due associazioni antiviolenza, di costituirsi parte civile nei confronti dell’imputato, il 35enne Antonio Colamonico, ex amante della vittima. La Regione lo ha fatto sulla base della legge approvata nel luglio scorso sulla violenza di genere che, in uno degli articoli, stabilisce esplicitamente "la facoltà di costituirsi parte civile nei procedimenti penali per femminicidio e atti di violenza nei confronti delle donne e dei minori".

Alla richiesta si sono opposti i difensori dell’imputato, gli avvocati Massimo Roberto Chiusolo e Francesco Saponaro, che hanno chiesto anche di escludere dalle parti civili le associazioni Giraffa Onlus e Safiya Onlus, associandosi all’eccezione fatta dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno e dal pm Antonino Lupo.

Nessuna eccezione preliminare sulla costituzione dei genitori della vittima e dell’ex compagno in qualità di tutore della figlia di 2 anni. La Corte si è riservata di decidere nella prossima udienza del 13 gennaio.

A margine del processo la mamma della vittima, Lilian Baldo, ha detto di aver incrociato lo sguardo di Colamonico che ha assistito all’udienza dalla cella dell’aula, perchè è detenuto per il delitto dal 9 aprile scorso. "Mi ha fatto l’occhiolino dalla cella. Ha avuto anche questo coraggio – ha detto – Spero che finisca tutto il più presto possibile perchè è una sofferenza atroce".

Stando alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, il corpo della 29enne fu trovato carbonizzato dopo essere stato colpito prima al capo e al volto e successivamente, con un paio di forbici, alla nuca, al collo e al torace, e infine la donna venne strangolata.

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