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Lunedì 20 Novembre 2017 | 12:55

Assostampa: sospetti su bando comunicazione della Regione Puglia

BARI – "Suscita perplessità, e anche sospetto, l’avviso pubblicato recentemente dalla Regione Puglia per il conferimento di 32 incarichi di collaborazione coordinata e continuativa di durata biennale nell’area Politiche per lo sviluppo rurale. Oltre alla fretta di fine legislatura, non passano inosservati i due incarichi di co.co.co per l’attività di comunicazione". Lo sostiene in una nota il presidente dell’Assostampa di Puglia, Raffaele Lorusso (foto)
ARCHIVIO - Provolone di Striscia all'assessore Nardoni
Assostampa: sospetti su bando comunicazione della Regione Puglia
BARI – "Suscita perplessità, e anche sospetto, l’avviso pubblicato recentemente dalla Regione Puglia per il conferimento di 32 incarichi di collaborazione coordinata e continuativa di durata biennale nell’area Politiche per lo sviluppo rurale. Oltre alla fretta di fine legislatura, non passano inosservati i due incarichi di co.co.co per l’attività di comunicazione". Lo sostiene in una nota il presidente dell’Assostampa di Puglia, Raffaele Lorusso.

"Come già in passato, la Regione – dice Lorusso – spaccia per comunicazione quella che, in realtà, è a tutti gli effetti, come si evince chiaramente dal bando, attività di informazione per la quale sarebbero richieste professionalità specifiche, ovvero giornalisti iscritti all’Albo professionale. Non si comprende, poi, come mai la genericità dei requisiti indicati nel bando sia accompagnata dalla richiesta di aver maturato almeno un anno di esperienza nella pubblica amministrazione, ricoprendo mansioni analoghe. E’ una contraddizione in termini che sarebbe auspicabile che l’assessore regionale all’agricoltura voglia chiarire con la stessa celerità con cui si è provveduto a pubblicare il bando".

"Il sindacato dei giornalisti pugliesi – conclude – non vorrebbe trovarsi nella condizione di dover dare un qualche credito a quanti, in queste ore, alimentano il sospetto che ci si trovi di fronte ad un bando creato ad hoc per persone già note agli uffici dell’assessorato. Se così fosse, sarebbe una beffa per tutti i giornalisti precari o in cerca di occupazione".

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