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Venerdì 24 Novembre 2017 | 06:50

Regione, fuga dai vitalizi in 12 hanno rinunciato (ma non per responsabilità)

BARI - Il rischio è che dopo aver indotto le Regioni a rivedere il sistema, il ciclone Renzi travolga anche i vitalizi già esistenti. E così, anche in Puglia, si sta verificando un fenomeno nuovo: nelle ultime settimane almeno 12 consiglieri hanno volontariamente rinunciato all’assegno vitalizio, chiedendo la restituzione - come è nel loro diritto - dei contributi già versati. Non si tratta, come detto, di un atto di lealtà verso le casse pubbliche sempre più disastrate. Ma, al contrario, di un calcolo ben calibrato
Regione, fuga dai vitalizi in 12 hanno rinunciato (ma non per responsabilità)
BARI - Il rischio è che dopo aver indotto le Regioni a rivedere il sistema, il ciclone Renzi travolga anche i vitalizi già esistenti. E così, anche in Puglia, si sta verificando un fenomeno nuovo: nelle ultime settimane almeno 12 consiglieri hanno volontariamente rinunciato all’assegno vitalizio, chiedendo la restituzione - come è nel loro diritto - dei contributi già versati. Non si tratta, come detto, di un atto di lealtà verso le casse pubbliche sempre più disastrate. Ma, al contrario, di un calcolo ben calibrato.

C’è chi, come il consigliere brindisino Euprepio Curto, è stato senatore: e siccome il vitalizio parlamentare non è più cumulabile con quello Regionale, ha chiesto a via Capruzzi la restituzione dei 75mila euro versati dal 2010 al 31 dicembre 2012, quando la Puglia ha cancellato le «pensioncine».
Ma ci sono anche gli eletti dell’ultima consiliatura, che per maturare il vitalizio dovrebbero versare i contributi volontari per raggiungere la soglia minima dei 5 anni: poco meno di 70mila euro, che altri colleghi (vedi l’assessore regionale Lorenzo Nicastro) hanno versato facendosi liquidare l’assegno di fine mandato che più o meno copre la stessa cifra.

Ora, però, si fanno valutazioni diverse: e in molti, vedi ad esempio il consigliere Orazio Schiavone, si sono fatti restituire i 75mila euro, che sommati ai circa 68mila dell’assegno di fine mandato (abolito anche quello da fine 2012) portano a casa un bel gruzzoletto.

Ma che sta succedendo? A quanto pare, la norma con cui Monti obbligo le Regioni a cancellare i vitalizi facendo però salvi i diritti acquisiti, sta per essere superata da un provvedimento tombale. Lo ha ipotizzato Eros Brega, presidente del Consiglio regionale dell’Umbria e coordinatore della conferenza dei presidenti dei Consigli regionali, ma lo ha chiesto a gran voce, ad esempio, il Movimento 5 Stelle. Tanto che ci sono Regioni, come Lazio e Campania, che stanno predisponendo leggi con cui taglieranno anche i vitalizi già erogati.

Ecco dunque che anche in Puglia sta scattando la corsa a riprendersi i propri soldi, i circa 2.200 euro accantonati ogni mese. La Regione eroga oggi circa 200 vitalizi, 150 diretti e 50 di reversibilità, ma ci sono altri 5-6 consiglieri in carica che hanno fatto la scelta opposta: si sono fatti quantificare il vitalizio maturato, ma attendono di raggiungere l’età in cui è possibile chiederne la liquidazione. Sperando di arrivarci. [m.scagl.]

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