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Sabato 25 Novembre 2017 | 03:07

Adottata da piccola «Ho ritrovato mamma ora cerco mio fratello»

di ANNA LARATO
BARI - «Cerco mio fratello Francesco, nato il 26 settembre 1986. Siamo stati adottati da due famiglie diverse. Ho scoperto di avere un fratello minore solo dopo aver trovato mia madre biologica. Aiutatemi a trovarlo. Grazie» . Questo l’accorato appello di Carla Stasolla (nella foto con la madre biologica), di Santeramo: nome e cognome che deve ai suoi genitori adottivi
Adottata da piccola «Ho ritrovato mamma ora cerco mio fratello»
di ANNA LARATO

«Cerco mio fratello Francesco, nato il 26 settembre 1986. Siamo stati adottati da due famiglie diverse. Ho scoperto di avere un fratello minore solo dopo aver trovato mia madre biologica. Aiutatemi a trovarlo. Grazie» . Questo l’accorato appello di Carla Stasolla, di Santeramo: nome e cognome che deve ai suoi genitori adottivi. Carla porta lo stesso nome che le fu dato dalla madre naturale, quando venne alla luce a San Giovanni Rotondo il 20 settembre del 1985 all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. Subito dopo il parto la donna abbandonò la figlia, scelta consentita dalla legge. E Carla circa due anni fa è riuscita a ritrovare la mamma biologica.

«Ho 29 anni. A 8 anni i miei genitori dopo le mie insistenze nel chiedere una sorellina mi dissero che ero stata adottata, mi dissero di avermi “presa da un istituto”. Rimasi molto male, non capivo. Da allora , in particolare verso i 15 anni, ho cominciato a farmi domande sulle mie origini e su miamadre naturale.Mi chiedevo che aspetto avesse, perché si fosse decisa ad abbandonarmi. Mille domande e un enorme vuoto dentro da colmare. Però ero molto giovane e non sapevo nemmeno da dove cominciare. Lasciai perdere, ma quei dubbi restavano sempre lì sullo sfondo. Chiesi ai miei genitori adottivi di darmi i documenti sulla mia adozione, mi dissero che non avevano alcun documento, e da quel momento li sentii lontani ed ostili, mi sentivo una estranea , e sempre più confusa ed insicura. L’idea di ritrovare le mie radici diventava una ossessione. Ma chi ero? E in quale terra ero nata? Mi mancavano le risposte alle mie mille domande, e i miei genitori adottivi non mi aiutavano a capire».

Passano gli anni, Carla cresce, quella domanda scava dentro di lei. Si sposa con Raffaele e in quel momento capisce che vuole arrivare fino in fondo.
«Era il mio ventisettesimo compleanno quando decisi che avrei fatto il possibile per trovare mia madre biologica. Ero determinata grazie anche all’aiuto di mio marito Raffaele, iniziai ad andare in cerca di informazioni sul mio passato, nonché di mia madre. Mi dicevano che non sarei riuscita, che era difficile poiché quando mia madre mi dette in adozione firmò per non essere nominata. E che ci voleva un avvocato e si sa gli avvocati... costano. Ero scoraggiata. Mi rivolsi all’avvocato Gaetano Cardinali, persona sensibile che mi incoraggiò, e avviò l’iter legale, invitandomi, per mio conto, a cercare la mia famiglia naturale. Avevo pochi elementi come il paese dove presumibilmente ero nata. Finalmente scoprii l’istituto dove ero rimasta sino all’età di 9 mesi: l’Istituto provinciale prima infanzia, ma ormai chiuso da anni. Mi rivolsi ai servizi sociali. Insomma dopo circa un anno trovo mia madre. E mi chiesi se mia madre desiderava incontrarmi.

L’avvocato mi disse che dovevo muovermi con cautela: aveva firmato per restare anonima, non potevo essere certa che le facesse piacere ritrovarmi. Andai a bussare alla sua porta ma non mi aprì nessuno. Allora infilai sotto l’uscio un biglietto con il mio numero telefonico. Mi richiamò dopo qualche giorno emi disse “Ciao Carla sono mamma come stai?” e il mio cuore sembrava scoppiare di gioia. La cosa più bella che mi disse mamma quando mi vide fu: “Carla finalmente”. Abbiamo chiacchierato, poi sono tornata a trovarla e mi raccontò che sperava che un giorno io andassi a bussare alla sua porta. Mi raccontò perché decise di darmi in adozione e non sapeva nemmeno di aver firmato le carte per restare anonima. La vicenda era maturata in un contesto di ignoranza e povertà, lei aveva cercato di lasciarsela alle spalle e basta. Credo che lei abbia fatto tutto quello che ha potuto. Intanto ha portato avanti una gravidanza fino alla fine, poi mi ha dato una vita migliore di quella che avrebbe potuto garantirmi. È una persona che soffre e ha sofferto. Ci sentiamo spesso, abita a circa 200 km da Santeramo . E qualche mese fa mi ha detto che ho un fratello più piccolo di un anno. È nato nel 1986, il nome è Francesco, e fu dato in adozione . Lui sicuramente non sa della mia esistenza. Ed ora il mio grande desiderio è quello di trovarlo. Aiutatemi».

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