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Sabato 18 Novembre 2017 | 13:18

Puglia, infornata di precari Le assunzioni sono un rebus E da lunedì entrano in servizio altri 80 di concorso del 2008

BARI - Dal rischio di una impugnativa davanti alla Corte costituzionale, alle difficoltà operative nel predisporre la graduatoria per le assunzioni. Ma anche al rebus sull’applicazione alle società partecipate, che potrebbe essere ben più ampia di quanto previsto (e forse voluto). All’indomani dell’approvazione della legge che avvierà la stabilizzazione dei precari, infatti, restano molti dubbi sull’attuazione del provvedimento con cui la Regione vorrebbe assumere a tempo indeterminato sia i 379 precari degli assessorati che il personale (circa altre 400 persone) delle società collegate
Assunzione precari alla Regione Puglia. Schittulli: sciacallaggio
Puglia, infornata di precari Le assunzioni sono un rebus E da lunedì entrano in servizio altri 80 di concorso del 2008
BARI - Dal rischio di una impugnativa davanti alla Corte costituzionale, alle difficoltà operative nel predisporre la graduatoria per le assunzioni. Ma anche, forse soprattutto, al rebus sull’applicazione alle società partecipate, che potrebbe essere ben più ampia di quanto previsto (e forse voluto). All’indomani dell’approvazione della legge che avvierà la stabilizzazione dei precari, infatti, restano molti dubbi sull’attuazione del provvedimento con cui la Regione vorrebbe assumere a tempo indeterminato sia i 379 precari degli assessorati che il personale (circa altre 400 persone) delle società collegate.Il dubbio, a questo proposito, è infatti all’esame degli uffici. Nell’estendere l’applicazione del comma-529 (che prevede la possibilità di stabilizzazione «a domanda» soltanto per le Regioni), il Consiglio ha infatti utilizzato una formula un po’ generica. Forse un po’ troppo: l’estensione «alle agenzie regionali, agli enti» è infatti estremamente ampia.

Il valore giuridico del termine «ente» è infatti tutt’altro che preciso: un «ente» non è solo un «ente pubblico» come si ritiene nel linguaggio parlato. Cosa significa che «i principi» della stabilizzazione sono «applicabili» anche «alle agenzie regionali, agli enti, all’autorità di Bacino» e all’Arca? L’assessore al Personale, Leo Caroli, ha spiegato che questo vuol dire stabilizzare 9 precari a Innovapuglia, 9 a Pugliasviluppo, 7 a Pugliapromozione, 5 all’Ares, 26 all’Arpa, 13 alle Arca, 5 all’Autorità di Bacino più 316 dipendenti dell’Arif che in parte avevano già maturato il diritto.

Tuttavia questo elenco non completa quello degli «enti» della Regione Puglia, in cui rientrano due categorie. Gli enti pubblici vigilati, che sono quelli citati da Caroli, che ne ha però dimenticati molti: le Asp (le aziende di servizi alla persona) e soprattutto i Consorzi di Bonifica, che sono zeppi di precari. Ci sono poi gli enti di diritto privato in controllo pubblico, ovvero - per la Regione Puglia - quattro fondazioni, tra cui la Apulia Film Commission, e l’Ipres.

La questione è al vaglio degli uffici. Ma estendere la stabilizzazione anche ai Consorzi di Bonifica, in gran parte zeppi di debiti e di precari, potrebbe avere effetti devastanti. Andrebbe poi osservato che tra gli enti pubblici vigilati rientrano pure le Asl, e nella sanità - come ha ricordato martedì Vendola - il tentativo di effettuare le stabilizzazioni costò alla Regione la bocciatura dell’allora ministro Giulio Tremonti e le forche caudine del Piano di rientro. Difficile pensare a un’applicazione del comma 529 anche alla sanità, che ha regole ancora più rigide rispetto al pubblico impiego. Ma l’aver tracciato un quadro così ampio fornisce buoni argomenti a chi - Forza Italia, con il capogruppo Ignazio Zullo - ritiene che la nuova legge regionale sia incostituzionale e che quindi verrà impugnata da Palazzo Chigi.

L’altro problema riguarda l’applicazione pratica al personale degli assessorati. Le assunzioni avverranno sulla base di una graduatoria, che andrà predisposta per titoli, anzianità di servizio e, a parità di punteggio, in base ai carichi familiari. Ma chi stabilisce quanti punti vale una laurea, quanti punti vale un master, quanti punti vale un anno di anzianità? La legge rimanda ad un atto dirigenziale: significa che un dirigente (e non la giunta, come aveva chiesto il centrodestra) dovrebbe prendersi la responsabilità di stabilire questi parametri, che sono discrezionali, prima ancora di raccogliere 379 curriculum ed elaborare la graduatoria. La questione, al di là della disponibilità degli uffici a prendersi una simile responsabilità, è anche di tempi: si è parlato di 40-60 assunzioni già entro il 2014. Ma in poco più di un mese, e con un concorso pubblico aperto, i margini sono molto stretti.

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