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Sabato 25 Novembre 2017 | 08:53

Farmaco anti epatite «Presto la cura per tutti»

BARI - Dopo la notizia dell'Aifa sulla distruibuzione del farmaco statutinense anti epatite, preso d'ssalto il direttore del reparto Malattie infettive del Policlinico: «Non è l'unico, sono in arrivo altri farmaci. In pochi anni terapia per tutti». Un ciclo costa oltre 37mila euro
Farmaco anti epatite «Presto la cura per tutti»
GIUSEPPE ARMENISE
BARI - Il suo telefono, da quando è pubblica la notizia del via libera dell’Agenzia nazionale del farmaco (Aifa) alla commercializzazione di un prodigioso farmaco anti-epatite, trilla in continuazione. I pazienti, soprattutto quelli affetti da patologie croniche e con gravi problemi al fegato, sono impazienti di accedere alle cure. D’altronde, come conferma il direttore della clinica di Malattie infettive al Policlinico di Bari, Gioacchino Angarano (il telefono è il suo, ndr) ci troviamo di fronte a un progresso «prodigioso». «C’è da restare stupiti - dice - dopo aver assunto questi prodotti, la persona ritorna a prima.

È come se non avesse mai contratto l’infezione da Hcv».Ma adesso che c’è la cura e la cura funziona, non bisogna farsi prendere dalla frenesia. Il farmaco di cui si parla oggi, prodotto da un’azienda americana, non è l’unico. «Cerchiamo - spiega Angarano - di fare buona informazione. Il prodotto attorno al quale si è avviato un vero e proprio battage pubblicitario in questi giorni non è l’unico a funzionare. Anzi, se devo dirla tutta, gli americani hanno fatto molto in fretta a completare il proprio dossier, nonostante gli studi sull’efficacia abbiano coinvolto poche decine di persone. Io invece so che stanno per arrivare in commercio altri farmaci, addirittura migliori. E questa pluralità di prodotti avrà altri due benefici effetti: calmierare il mercato, facendo abbassare il costo dei farmaci, e arrivare in un periodo relativamente breve, un paio d’anni penso, ad avere non un’unica terapia per ogni paziente, ma una terapia specifica per ciascun paziente».

La corsa all’approvvigionamento, insomma, per il medico specialista in Malattie infettive non ha senso in questo momento. In un primo momento - riepiloga Anfarano - il ministro alle Politiche della Salute aveva detto diamo tutto a tutti. Ma con un farmaco che costa 37mila euro e un bacino d’utenza di oltre un milione e duecentomila pazienti in Italia, questo significa sbancare il Servizio sanitario nazionale. Il ministro sta premendo adesso per avere un progetto su base nazionale. Non è pensabile gettare diversi miliardi per questo tipo di trattamento generalizzato. Ci saranno soluzioni a carattere graduale. Arriveremo a cancellare l’hcv, ma gradualmente, iniziando adesso dai casi che hanno carattere di priorità».

Appunto, le priorità. A giorni verranno pubblicate sulla Gazzetta ufficiale le sei categorie di pazienti destinati a rientrarvi così come determinate dal Comitato tecnico-scientifico di Aifa. «Ci sarà una procedura centralizzata - spiega Angarano - alla quale si dovranno adeguare le varie regioni. È auspicabile che tutto funzioni in base ad una sorta di registro, l’iscrizione in un registro nazionale al quale il medico dice che ho pazienti con determinate caratteristiche e per queste caratteristiche, come in una sorta di codice fiscale, venga individuato. È solo dopo questa ricognizione che le strutture possono avviare la richiesta alla farmacia, affinché procuri il farmaco. Credo che in un anno, ragionevolmente, possa andare tutto a regime. Sperando che non si presentino le solite lungaggini della burocrazia. In Italia è tutto più lento che altrove».

Al professionista che predica la calma, tuttavia, corrisponde un’utenza che giustamente chiede di trovare in tempi certi e veloci una via d’uscita al proprio male. «Al momento - chiarisce ancora Angarano - non ci sono i farmaci per tutti e neanche i soldi per pagarli. In ogni caso, il medicinale di cui si parla, per le procedure che occorre attuare, non si renderà materialmente disponibile prima di gennaio. Ma avere tutta questa fretta è sbagliato. L’epatite è una malattia che si evolve in anni, in alcuni casi in decenni. Non tutti, certo, ma molti degli ammalati hanno molto tempo, non hanno bisogno di essere curati ora. A giugno, come detto, credo ci sarà la possibilità di disporre di altri medicinali anti-epatite. In sostanza - conclude lo specialista infettivologo - tutti i pazienti saranno trattati, ma lo saranno in un tempo ragionevole, con la gradualità che serve».  

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