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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 16:01

Testamento biologico Ruvo dice sì a registro Il medico: «Cure giuste possono far cambiare idea»

di ENRICA D’ACCIÒ
RUVO - Spetta al piccolo comune di Ruvo riaprire, inaspettatamente, il dibattito politico ed etico sul testamento biologico, la dichiarazione anticipata di trattamento con cui ognuno, in condizione di lucidità mentale, può esprimere la propria volontà in merito alle terapie che intende accettare o rifiutare nel caso in cui, per malattie o lesioni celebrali irreversibili, dovesse trovarsi nelle condizioni di non poter esprimere il proprio diritto di acconsentire, o non acconsentire, alle cure proposte
Testamento biologico Ruvo dice sì a registro Il medico: «Cure giuste possono far cambiare idea»
di ENRICA D’ACCIÒ

RUVO - Spetta al piccolo comune di Ruvo riaprire, inaspettatamente, il dibattito politico ed etico sul testamento biologico, la dichiarazione anticipata di trattamento con cui ognuno, in condizione di lucidità mentale, può esprimere la propria volontà in merito alle terapie che intende accettare o rifiutare nel caso in cui, per malattie o lesioni celebrali irreversibili, dovesse trovarsi nelle condizioni di non poter esprimere il proprio diritto di acconsentire, o non acconsentire, alle cure proposte. All’unanimità, i consiglieri comunali di Ruvo, hanno approvato un ordine del giorno con cui impegnano la giunta del sindaco Pd Vito Ottombrini a istituire un registro nel quale, chi vuole, potrà lasciare indicazioni del proprio testamento.

Per il momento, dunque, non più che una dichiarazione di intenti che però squarcia il velo su un tema sensibilissimo, finito nel cassetto dopo i clamori del caso Englaro. «Fatta salva l’approvazione di una apposita normativa nazionale in materia», precisano i consiglieri comunali di Ruvo, «si delibera l’istituzione di un registro di raccolta dei testamenti biologico». Oltre ad indicare i trattamenti medici che ciascuno intende ricevere o rifiutare in caso di malattie o traumi celebrali irreversibili, nel testamento biologico sarà necessario indicare un fiduciario per le cure sanitarie, che dovrà intervenire sulle decisioni dei trattamenti sanitari stessi, nel caso di verifichi l’incapacità del soggetto redattore del testamento.

Il registro, riservato ai soli residenti del comune di Ruvo «ha come finalità di consentire l’iscrizione nominativa, mediante una dichiarazione, di tutti i cittadini che hanno redatto una dichiarazione anticipata di trattamento, con indicazione del notaio rogante o del fiduciario o del depositario, allo scopo di garantire la certezza della data di predisposizione e la fonte di provenienza».
Portato in consiglio dal gruppo Pd, composto da Alessandro Pellegrini, Luca Crispino, Biagio Mastrorilli e Francesco Summo, l’ordine del giorno ha superato le iniziali perplessità del gruppo del Nuovo centro destra, scettico sulla reale efficacia del provvedimento visto che non esiste alcuna legge nazionale.

In realtà anche in altri comuni italiani si sta procedendo all’istituzione di questi registri, in attesa di una legge che regoli la materia. «L’approvazione del registro comunale dei testamenti biologici – scrivono i consiglieri in una nota – ha un duplice effetto; un effetto politico, ribadendo la volontà dei cittadini e degli enti locali di godere del diritto di libertà sancito dalla costituzione; un effetto giuridico, in quando anche di fronte a provvedimento legislativi volti a limitare questo diritto, l’esistenza di un documento che esprima in modo chiaro ed inequivocabile la volontà della persona produce efficacia anche in caso di contenzioso, sgombrando il campo da qualsiasi dubbio interpretativo» .

Il riferimento immediato è proprio a Eluana Englaro, giovane vittima di un incidente stradale, per 17 anni in stato vegetativo. Il padre, Peppino, ha dovuto lottare a lungo per far riconoscere ai giudici la volontà espressa dalla figlia di non sottoporsi a cure mediche in caso di stato vegetativo.

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