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Martedì 21 Novembre 2017 | 22:14

Assaltava tir a Bari sgominata banda Cinque gli arresti 

BARI – Con le accuse di concorso in rapina aggravata, sequestro di persona, detenzione e porto illegale di armi e ricettazione, cinque persone ritenute componenti di una banda che assaltava i tir sono state arrestate. I mezzi pesanti erano costretti a fermarsi poichè si vedevano improvvisamente sbarrare la strada. Dietro minaccia di armi, i rapinatori – in contatto fra loro con ricetrasmittenti e uso di un linguaggio in codice - scaraventavano fuori dagli abitacoli autisti e passeggeri, li incappucciavano, li costringevano a salire nella loro auto e dopo averli privati di cellulari e portafogli, li lasciavano in aperta campagna. La refurtiva veniva poi destinata a supermercati dell’hinterland grazie a ricettatori compiacenti
Assaltava tir a Bari sgominata banda Cinque gli arresti 
BARI – Con le accuse di concorso in rapina aggravata, sequestro di persona, detenzione e porto illegale di armi e ricettazione, cinque persone ritenute componenti di una banda che assaltava i tir sono state arrestate dai Carabinieri (tre in carcere e due ai domiciliari), su disposizione della magistratura barese.

Le indagini, coordinate dal pm Domenico Minardi e dall’aggiunto Anna Maria Tosto, sono partite il 30 gennaio scorso quando i carabinieri del nucleo Radiomobile, controllando un camion che usciva da un deposito in via Laricchia a Bari, hanno scoperto merce ricettata. In particolare, nel locale gli investigatori hanno trovato scarpe 'Nikè del valore di 300 mila euro, risultate provento di una rapina commessa poco prima lungo la statale 100, a Casamassima, ai danni di un corriere Tnt, un transpallet di generi alimentari provento di una rapina commessa una settimana prima sulla tangenziale di Bari ai danni di un autotrasportatore, due tonnellate di caffè 'Saicaf' del valore di 30mila euro, provento di un’altra rapina commessa il 28 gennaio ai danni di un tir di via Amendola.

Il deposito, utilizzato da molte ditte per stoccare materiale di lecita provenienza, era dotato di un sistema di videosorveglianza del quale la banda non si era accorta. Dalle immagini i Carabinieri del nucleo Investigativo sono riusciti a ricostruire l’arrivo dei malfattori all’interno del deposito dopo le rapine nonchè i loro spostamenti all’interno della struttura, dalle manovre di posizionamento degli autocarri rapinati nel box alle operazioni di scarico e carico della refurtiva con l’utilizzo di un muletto.

Le dichiarazioni rese dalle vittime hanno confermato la dinamica dei colpi: i mezzi pesanti erano costretti a fermarsi poichè si vedevano improvvisamente sbarrare la strada. Dietro minaccia di armi, i rapinatori – in contatto fra loro con ricetrasmittenti e uso di un linguaggio in codice - scaraventavano fuori dagli abitacoli autisti e passeggeri, li incappucciavano, li costringevano a salire nella loro auto e dopo averli privati di cellulari e portafogli, li lasciavano in aperta campagna. La refurtiva veniva poi destinata a supermercati dell’hinterland grazie a ricettatori compiacenti. 

La rapina del 28 gennaio ai danni di un autotrasportatore di caffè sarebbe stata commessa dai tre baresi finiti in carcere: Mario Pandolfo, pregiudicato di 45 anni, Nicola Marinelli, pregiudicato di 45anni, Giuseppe Cutrignelli, incensurato di 44 anni. Per gli altri due colpi di una settimana prima e del 30 gennaio, la Procura di Bari contesta la sola ricettazione della merce, di cui rispondono Luigi Antonio Dentamaro, incensurato 25enne, e Daniele Mideja, pregiudicato 33enne, entrambi di Triggiano, ai quali il giudice ha concesso gli arresti domiciliari.

I cinque indagati, dopo aver fatto ingresso nel deposito, di cui il 45enne possedeva le chiavi, si sarebbero impegnati non solo a predisporre la disponibilità dei locali che avrebbero dovuto accogliere la refurtiva, ma anche a scaricare la merce per poi rivenderla.

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