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Sabato 18 Novembre 2017 | 13:13

Inchiesta parcheggi Tribunale restituisce 10 mln a Degennaro

BARI - Saranno restituiti a tre società del Gruppo Degennaro beni per circa 10 milioni di euro che sono una parte dei sequestri eseguiti un mese e mezzo fa nell’ambito del procedimento su presunti appalti truccati al Comune di Bari per la realizzazione di due parcheggi interrati, il Centro Direzionale Polifunzionale del quartiere San Paolo e il Piano Edilizio Integrato degli immobili, realizzati nei quartieri di Poggiofranco e Santa Fara.
Inchiesta parcheggi Tribunale restituisce 10 mln a Degennaro
BARI - Saranno restituiti a tre società del Gruppo Degennaro beni per circa 10 milioni di euro che sono una parte dei sequestri eseguiti un mese e mezzo fa nell’ambito del procedimento su presunti appalti truccati al Comune di Bari per la realizzazione di due parcheggi interrati, il Centro Direzionale Polifunzionale del quartiere San Paolo e il Piano Edilizio Integrato degli immobili, realizzati nei quartieri di Poggiofranco e Santa Fara.

Lo ha deciso il Tribunale del riesame di Bari che ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Gaetano Castellaneta, Domenico Di Terlizzi e Stefano Preziosi. In particolare, è stato annullato completamente il sequestro da 1,2 milioni di euro nei confronti della società Dg Sviluppo Immobiliare. Per le altre due, Dec e Dg Holding, i giudici hanno annullato i sequestri da 1,2 milioni di euro relativi alle ipotesi di corruzione e hanno rideterminato i sequestri per la presunta truffa riducendo gli importi da 5 a 2,1 milioni di euro. Rispetto, quindi, ai complessivi 13,6 milioni sequestrati dalla magistratura barese alle tre società, restano esecutivi i sigilli per 4,2 milioni.

Nell’ambito di questa stessa indagine è in corso dinanzi al gup l’udienza preliminare nei confronti dei 28 imputati per i quali la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio. A imprenditori, professionisti e funzionari del Comune di Bari e della Regione Puglia sono contestati, a vario titolo, reati di associazione per delinquere, corruzione, falso materiale e ideologico, truffa e frode in pubbliche forniture. Secondo la Procura di Bari esisteva un vero e proprio “sistema Degennaro” che tra il 2004 e il 2007 avrebbe pilotato gli appalti. L'indagine nel marzo 2012 portò all’arresto di sette indagati, tra cui i fratelli Daniele e Gerardo Degennaro.

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