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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 08:36

Medicina, ammessi altri duecento studenti In mille a lezioni 1° anno Roma, giovani medici in piazza

BARI - Le Università dovranno ammettere al primo anno di medicina anche gli studenti che hanno presentato ricorso straordinario al presidente della Repubblica. È quanto dice il Consiglio di Stato, che ha espresso ieri un parere su questo secondo capitolo giudiziario relativo ai test dello scorso aprile: fino a quando la vertenza non verrà decisa nel merito - e ci vorranno mesi - anche questi altri studenti dovranno cominciare a frequentare le lezioni, insieme ai loro colleghi che si erano rivolti al Tar
LA CRONACA DI IERI
Medicina, ammessi altri duecento studenti In mille a lezioni 1° anno Roma, giovani medici in piazza
BARI - Le Università dovranno ammettere al primo anno di medicina anche gli studenti che hanno presentato ricorso straordinario al presidente della Repubblica. È quanto dice il Consiglio di Stato, che ha espresso ieri un parere su questo secondo capitolo giudiziario relativo ai test dello scorso aprile: fino a quando la vertenza non verrà decisa nel merito - e ci vorranno mesi - anche questi altri studenti dovranno cominciare a frequentare le lezioni, insieme ai loro colleghi che si erano rivolti al Tar.

Il numero degli studenti che ha scelto la strada del ricorso straordinario (che ha termini più ampi, 120 giorni, rispetto ai 60 concessi per rivolgersi al giudice amministrativo) non è ufficialmente noto. Per l’Università di Bari si tratta di circa 200 persone, che si vanno ad aggiungere ai quai 700 ammessi in sovrannumero dopo le sospensive concesse dal Tar. Piove sul bagnato, perché l’Ateneo barese sta già incontrando molte difficoltà per garantire le lezioni a un numero di studenti triplo rispetto a quello programmato.

La procedura del ricorso straordinario prevede una sorta di riesame, mediato però dal Consiglio di Stato. Ed è proprio per questo che la Seconda sezione (presidente Catricalà), nel disporre che il ministero dell’Università «dovrà riferire per la decisione di merito con apposita relazione», ritiene «che l’istanza cautelare debba essere accolta con ammissione temporanea dei ricorrenti al corso di laurea fino alla decisione» definitiva: esattamente ciò che era già stato stabilito per chi aveva scelto la via del ricorso amministrativo.

Il problema si era verificato anche negli anni scorsi. Agli studenti, infine ammessi, che avevano perso un anno, era stato anche riconosciuto un indennizzo tra i 10 e i 15.000 euro, erogato dalle stesse Università. Facendoli entrare da subito, si evita almeno l’aggravio economico in caso di accoglimento delle richieste.

I ricorsi riguardano la violazione dell’obbligo di anonimato dei test di accesso. Il decreto ministeriale prevede che ciascuna prova venga contrassegnata solo con un codice a barre. Anche quest’anno, invece, al codice a barre è stato aggiunto un codice alfanumerico visibile dall’esterno (i test completati andavano inseriti in una busta con finestra trasparente): per un commissario era dunque possibile, almeno in astratto, risalire allo studente. Una svista che non è meno grave del pasticcio delle domande scambiate nelle prove di accesso alle professioni sanitarie.

m.scagl.

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