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Martedì 21 Novembre 2017 | 15:04

Bari, 450 euro al mese 5 ore di lavoro al giorno per 400 disoccupati

di VALENTINO SGARAMELLA
BARI - In arrivo un aiuto per gli indigenti della città di Bari. L’amministrazione comunale vara il progetto più volte annunciato già in campagna elettorale. Guai a chiamarlo reddito di cittadinanza per gli indigenti. Il sindaco, Antonio Decaro, ha convocato ieri una conferenza stampa nella sala giunta di palazzo di città per spiegare i contenuti del progetto. Il nome attribuito è «Cantieri di cittadinanza attiva-comunità al lavoro». Non è una elemosina ma un contributo in cambio di una piccola attività lavorativa, ripetono più volte il sindaco, l’assessore alle politiche giovanili e del lavoro, Paola Romano, e l’assessore al Welfare, Francesca Bottalico
Bari, 450 euro al mese 5 ore di lavoro al giorno per 400 disoccupati
di VALENTINO SGARAMELLA
BARI - In arrivo un aiuto per gli indigenti della città di Bari. L’amministrazione comunale vara il progetto più volte annunciato già in campagna elettorale. Guai a chiamarlo reddito di cittadinanza per gli indigenti. Il sindaco, Antonio Decaro, ha convocato ieri una conferenza stampa nella sala giunta di palazzo di città per spiegare i contenuti del progetto. Il nome attribuito è «Cantieri di cittadinanza attiva-comunità al lavoro». Non è una elemosina ma un contributo in cambio di una piccola attività lavorativa, ripetono più volte il sindaco, l’assessore alle politiche giovanili e del lavoro, Paola Romano, e l’assessore al Welfare, Francesca Bottalico.

Si tratta di farsi carico di quel 21% di baresi che oggi non è in grado di sostenersi. Per fare questo, il Comune offre un reddito di 450 euro al mese, che diventano 420 con il prelievo fiscale, in cambio di una prestazione di lavoro da parte di soggetti in difficoltà. Questo è lo schema. «Abbiamo compiuto un percorso con le organizzazioni degli imprenditori ed i sindacati. Grazie anche ad un intervento della Regione Puglia, sono stati individuati 3 strumenti che consentiranno di offrire un aiuto a famiglie che vivono una grossa difficoltà sociale», spiega Decaro.

Anzitutto, con che criterio scegliere queste persone? Sono cittadini che non lavorano affatto. Saranno stilati elenchi in cui includere disoccupati che vivono in famiglie il cui reddito Isee è inferiore a 3mila euro. Si tratta di nuclei familiari in cui nessuno dei componenti lavora o solo uno dei membri. Il primo cittadino cita tre esempi concreti. «Con un reddito Irpef o Irap di 10mila euro l’anno, ossia 700 euro al mese, con un affitto di 500 euro al mese per una famiglia monoreddito di 5 persone, il reddito Isee è di 1.585 euro l’anno. Se abbiamo 4 persone e in famiglia lavora una sola di esse, che guadagna 7mila euro l’anno, ma il costo dell’affitto tocca quota 4.800 euro, il reddito Isee è pari a 827 euro. Poi ci sono quelli che hanno un reddito Irpef addirittura pari a zero».

Altro criterio preso in considerazione è l’età. Per quanti hanno tra 30 ed i 55 anni, c’è un primo bando al quale aderiscono le aziende. Possono assumere le persone rientranti in questi elenchi per 4 o 5 ore al giorno per 5 giorni alla settimana. Poi c’è un secondo bando che condurrà alla redazione di un elenco di aventi diritto per quanti hanno un disagio sociale ancora più forte. Quindi verrà effettuata una selezione da parte delle aziende.

Tramite la sede distaccata al Comune dell’ufficio provinciale del lavoro, un’azienda, ad esempio, chiede un barman. Si spulcia tra i curricula delle persone che hanno diritto al cantiere di cittadinanza, e si offre l’elenco delle persone che in passato hanno svolto l’attività di barista. Sarà l’azienda a scegliere. Il titolare del bar, in ogni caso, potrebbe avere bisogno di una persona senza particolari requisiti alla quale insegnare da zero a fare il barman.

«Sotto i 3mila euro di Isee è impossibile fare una graduatoria - dice Decaro - Per questo devono scegliere le imprese». Il sindaco fa un altro esempio. «Se dovessimo firmare un protocollo d’intesa con le imprese edili di Bari, qualora il Comune realizzasse delle palazzine a Japigia, arriverebbe il momento in cui sub-appaltare le opere di pitturazione. Bene, se servono 10 pittori uno dovrà essere cittadino barese ed il suo nome sarà attinto da questi elenchi di persone che hanno già svolto l’attività di pittore nella loro vita».

Il contratto è valido per 6 mesi, rinnovabile per altri 6. Il budget è di 800mila euro, di cui la metà è inserita nel bilancio di previsione del Comune per il 2014, gli altri 400mila verranno stanziati nel 2015. E’ scontato che, qualora l’azienda alla fine del periodo dovesse ritenersi soddisfatta della prestazione del lavoratore, questi potrebbe essere assunto in via definitiva.

Per gli over 55, il Comune potrebbe assegnare lo stesso contributo per 88 persone di cui 44 donne. «Le assumiamo noi direttamente. Anzitutto, perché è difficile che un’azienda assuma o organizzi tirocini formativi per gli over 55». La verità è anche un’altra. «Il Comune deve spendere nel più breve tempo possibile 280mila euro finanziati dal programma di cooperazione transnazionale Grecia-Italia 2007-2013 - spiega ancora il sindaco - ma rischiamo di non riuscire a rispettare i tempi del bando. Dobbiamo impegnare le risorse entro la fine dell’anno». Gli over 55 saranno segnalati dai servizi sociali.

Da questo pacchetto di aiuti sono escluse le persone al di sotto dei 30 anni, «in quanto possono già contare sull’iniziativa europea Garanzia giovani e crediamo siano più facilmente collocabili nel mondo del lavoro», spiega l’assessore Romano. «La nostra sfida sarà creare un tavolo straordinario che si occupi di misure per incentivare l’occupazione su scala metropolitana. Siamo già al lavoro con le parti sociali e le forze sindacali che ci hanno sostenuto con grande impegno anche in questa iniziativa», aggiunge.

La terza linea di intervento serve a finanziare gli ex Lavoratori socialemente utili e «per un Comune come il nostro che non ha il problema degli Lsu non mi voglio caricare di personale», dice. «Quest’anno dovrò tagliare altri 12 milioni di euro di cui 9 milioni per mancati trasferimenti da parte del governo centrale. Sono persone che comunque gravitano attorno al Comune e non voglio creare nuovi Lsu, come per Multiservizi in passato». Conclude il primo cittadino. «Vorrei usare i soldi che mi spettano dalla Regione ma creare un rapporto non col Comune ma con l’azienda. Non potrò assumerli perché non ho nemmeno lo strumento giuridico per farlo. Voglio esternalizzare il servizio».

L’amministrazione ha anche deciso di istituire un «osservatorio metropolitano sull’occupazione, sviluppo e innovazione sociale». La proposta è delle associazioni datoriali e sindacali con l’obiettivo di favorire la partecipazione delle Istituzioni del territorio nella programmazione e nel monitoraggio delle azioni di contrasto alla disoccupazione.

«Ci aspettiamo collaborazione e partecipazione da parte delle imprese, piccole e grandi, del capoluogo. Abbiamo dimostrato in questi mesi di voler sostenere il commercio e le attività produttive con provvedimenti concreti, ora chiediamo a tutti di partecipare responsabilmente alle misure che stiamo proponendo per favorire l’occupazione e il reddito di tutti», conclude l’assessore alle Attività produttive, Carla Palone.

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