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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 23:20

«La Gentile ed Emiliano fanno accordi a pranzo e la Puglia precipita»

di BEPI MARTELLOTTA
Delusione, solo delusione. Guglielmo Minervini scuote la testa e prova a consolarsi negli incontri pubblici, quando chiama al confronto i suoi amati giovani. Perché, dice, «primarie così povere di contenuti» con candidati tra i quali «il confronto stenta davvero a decollare» non si erano mai viste. L’ultimo sconforto, in ordine di tempo, gli arriva dall’ex collega di giunta (oggi europarlamentare del Pd) Elena Gentile: sembravano una coppia inossidabile quando, appena proclamate le primarie del 30 novembre, provavano a scalfire il muro di gomma delle regole e delle tessere. Poi, qualche giorno fa, il patatrac
«La Gentile ed Emiliano fanno accordi a pranzo e la Puglia precipita»
BEPI MARTELLOTTA

Delusione, solo delusione. Guglielmo Minervini scuote la testa e prova a consolarsi negli incontri pubblici, quando chiama al confronto i suoi amati giovani. Perché, dice, «primarie così povere di contenuti» con candidati tra i quali «il confronto stenta davvero a decollare» non si erano mai viste. L’ultimo sconforto, in ordine di tempo, gli arriva dall’ex collega di giunta (oggi europarlamentare del Pd) Elena Gentile: sembravano una coppia inossidabile quando, appena proclamate le primarie del 30 novembre, provavano a scalfire il muro di gomma delle regole e delle tessere. Poi, qualche giorno fa, il patatrac.

Cos’è accaduto?

Elena è andata a pranzo con Michele Emiliano e, una volta favore delle telecamere, tutti ci saremmo aspettati parole chiare: un impegno del segretario regionale sull’albo degli elettori oppure sulla petizione delle donne per la parità nella legge elettorale. Oppure, ancora, sul conflitto d’interesse per impedire che candidati con precedenti penali siano inseriti nelle liste delle prossime regionali o sull’eventualità del doppio turno. Nulla di tutto questo. Con dovizia di particolari abbiamo appreso che il pranzo è stato a base di pesce crudo alla barese e così abbiamo capito che anche Elena è stata folgorata dalla forza oscura della cozza.

Dice così perché la Gentile ha detto che da lei si aspettava di più...

Ha ragione Elena a dirsi delusa da me: io non mi lascio sedurre da quella forza, perché la cozza su di me non attecchisce. Mi lascio sedurre dalla forza indomita della libertà di coscienza, quella che mi porta in giro per la Puglia. E mi piacerebbe confrontarmi sui grandi temi che affliggono questa regione con i candidati alle primarie, ma registro silenzio, indifferenza o addirittura un’inquietante distrazione. Appunto, come se i problemi della Puglia fossero marginali rispetto agli accordi da consumare a pranzo.

Faccia degli esempi

Ho provato a proporre una clausola di garanzia sull’Ilva, che eviti il rischio di una grande svendita senza alcuna prospettiva sul piano industriale, sul piano del risanamento ambientale e sul piano della tutela dei livelli occupazionali. Mi aspettavo un riscontro dagli altri candidati, ad esempio sull’ipotesi forte di una presenza pubblica nell’azionariato della nuova proprietà. Niente, un assordante, insopportabile silenzio. Accordi e tattiche, tra cozze e pesce, mentre lo Svimez ci dice quanto stiamo precipitando.

Cioè?

L’Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno ci ha dato una fotografia agghiacciante: c’è uno smottamento che nel Sud non investe solo il tessuto produttivo ma coinvolge tutti. I pugliesi non credono più nel futuro, fino al punto di rinunciare a mettere al mondo figli, e noi che facciamo: mangiamo pesce e discutiamo di come deve muoversi il Pd? Per me quei dati ci dicono che tutto quello di buono che abbiamo fatto in questi dieci anni di governo Vendola non basta. Nei prossimi 5 occorrerà uno sforzo straordinario se vogliamo evitare che anche la Puglia cada nel burrone. Serve uno choc serio e dico agli altri: ne vogliamo parlare?

Prego, continui

Sono state fatte buone politiche di contenimento della crisi, ma le condizioni della Puglia permangono gravi: se vogliamo fare un salto in avanti dobbiamo puntare tutto sia sul piano dello sviluppo che su quello dell’occupazione. Ecco perché ho lanciato l’idea di due piani straordinari, da attuare con una straordinaria mobilitazione di risorse europee: il primo rivolto alla rete di 320mila aziende micro-piccole e medie, una sorta di «bollenti spiriti» per i nostri imprenditori per condurli, con una dotazione di 2 miliardi di euro, sul terreno del rinnovo generazionale e dell’innovazione; il secondo orientato sull’occupazione, con l’avvio di 300 cantieri per impiegare 5 mila disoccupati nella messa in sicurezza del territorio e la riqualificazione ambientale. Ecco, mi piacerebbe che alle primarie ci si confrontasse su questo.

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