Cerca

Domenica 19 Novembre 2017 | 09:50

Asl, manager promossi Fa eccezione Colasanto  ma dg Asl Ba andrà via

BARI - I direttori generali delle Asl di Brindisi (Paola Ciannamea), Lecce (Valdo Mellone) e Taranto (Fabrizio Scattaglia) andranno a casa con la sufficienza. Quello della Asl di Bari, Domenico Colasanto (foto), no, ma comunque la Regione ha deciso di non infierire: nonostante la valutazione di metà mandato negativa, non ne chiederà la rimozione considerando che il suo contratto scadrà il 17 novembre
Vendola, sos welfare: «In Puglia il sistema rischia il tracollo»
Asl, manager promossi Fa eccezione Colasanto  ma dg Asl Ba andrà via
BARI - I direttori generali delle Asl di Brindisi (Paola Ciannamea), Lecce (Valdo Mellone) e Taranto (Fabrizio Scattaglia) andranno a casa con la sufficienza. Quello della Asl di Bari, Domenico Colasanto, no, ma comunque la Regione ha deciso di non infierire: nonostante la valutazione di metà mandato negativa, non ne chiederà la rimozione considerando che il suo contratto scadrà il 17 novembre.

La giunta regionale ieri ha approvato le 5 delibere predisposte dall’assessore Donato Pentassuglia, confermando in pieno quanto anticipato dalla «Gazzetta». È positiva anche la valutazione di Giovanni Gorgoni, manager della Bat, l’unico che - in quanto non pensionato - proseguirà (potrebbe restare ad Andria o spostarsi a Lecce). Ora il governatore Vendola deve infatti procedere con le nuove nomine, ma nel frattempo le Asl in scadenza verranno rette dal direttore amministrativo o da quello sanitario. Dalla Regione ipotizzano «un paio di settimane», tuttavia la resistenza politica del Pd alle nomine triennali è ancora molto forte.

Le pagelle dei manager provocano comunque l’indignazione di Foza Italia. «le valutazioni di metà mandato che arrivano alla fine del mandato - secondo il capogruppo Ignazio Zullo - non servono a nulla e confermano l’assenza di controlli sull’attività del management sanitario». E per Maurizio Friolo, «non è dato sapere se le promozioni arrivino per meriti effettivi, oppure per volontà di non infierire, essendo prossimo il pensionamento».

Nel frattempo, la Regione ha diffuso i dati sui pagamenti dei fondi europei al 30 ottobre. Il Fesr (quello che finanzia le infrastrutture) ha certificato un livello di spesa totale pari a 2.885.216.328,70 euro (di cui 1.682.081.119,63 euro di quota comunitaria), pari al 64% della dotazione finanziaria complessiva (4.49 miliardi): rispetto a amggio 2014 l’incremento è di circa 215 milioni, e il target fissato al 30 ottobre (2,77 miliardi) è stato superato di 108 milioni. Per quanto riguarda il Fondo sociale europeo (Fse), la Regione dichiara un incremento di spesa rispetto a maggio di 94 milioni. «La Puglia - ha detto il governatore Nichi Vendola - conferma la propria capacità di spesa comunitaria: spende bene le risorse europee e le spende con qualità, incrementando la spesa pubblica certificata. La legge di stabilità e le modifiche che il governo ha proposto a Bruxelles proiettano però un dubbio drammatico sulla possibilità di spendere i fondi nel 2015 e completare il Fesr 2007/2013. Si tratta di preoccupazioni condivise da parte di autorevoli parlamentari di entrambi gli schieramenti come Francesco Boccia e Rocco Palese, e che dovrebbero consigliare di fare fronte comune a tutela della Puglia e del Sud».

m.s.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione