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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 03:03

Bassetti, ex presidente Lombardia: «Io avrei abolito le Regioni non le Province»

di FRANCO GIULIANO
BARI - «Io avrei abolito le Regioni, non le Province». A dirlo è proprio Piero Bassetti, 86 anni (portati benissimo): il primo presidente della Regione Lombardia dal 1970 al 1974 a capo di una giunta composta da Dc, Psi, Psdi e Pri. Ex politico, ex atleta olimpionico (nel 1948 ha partecipato alle Olimpiadi di Londra come riserva della staffetta 4x100 arrivata terza in finale, «poi - racconta -ebbi un incidente al ginocchio e lasciai la corsa»). Bassetti ieri a Bari per partecipare al convegno su Adriano Olivetti, ha voluto fare visita alla Gazzetta dove è stato ricevuto dal direttore Giuseppe De Tomaso. (Nella foto)
Bassetti, ex presidente Lombardia: «Io avrei abolito le Regioni non le Province»
FRANCO GIULIANO

BARI - «Io avrei abolito le Regioni, non le Province». A dirlo è proprio Piero Bassetti, 86 anni (portati benissimo): il primo presidente della Regione Lombardia dal 1970 al 1974 a capo di una giunta composta da Dc, Psi, Psdi e Pri. Ex politico, ex atleta olimpionico (nel 1948 ha partecipato alle Olimpiadi di Londra come riserva della staffetta 4x100 arrivata terza in finale, «poi - racconta -ebbi un incidente al ginocchio e lasciai la corsa»).

Bassetti ieri a Bari per partecipare al convegno su Adriano Olivetti, ha voluto fare visita alla Gazzetta dove è stato ricevuto dal direttore Giuseppe De Tomaso.

Primo: perchè «ritiene che la Puglia, per le sue condizioni sociali faccia eccezione rispetto a tutto il resto del Mezzogiorno» e «che nel nuovo scenario europeo con la istituzioni della Macro Regione Adriatico-Jonico, possa avere un ruolo fondamentale per trainare la ripresa delle altre regioni del Sud». Eppoi perchè è convinto che «il ruolo dei media è fondamentale per recuperare il tempo perso».

Soprattutto per spiegare le ragioni - a suo dire del fallimento. «Oggi il ruolo fondamentale deve averla l’Europa. Persino lo Stato non ha più potere. Solo l’Europa e le Euro-regioni possono dare uno slancio alla ripresa dei singoli stati».

Bassetti il padre del regionalismo è sicuro della sua tesi: «le Regioni - dice - non servono. Ma anche il i governi nazionali non hanno più grande potere».

Mezz’ora di confronto alla presenza del rettore dell’Università di Bari Antonio Uricchio, del pro-rettore Angelo Tursi, di Mario De Donatis (alto dirigente regionale), dei professori universitari Ennio Triggiani, Giovanni Dotoli e Ugo Patroni Griffi. Tutti concordi con la tesi di Bassetti sulle cause dei ritardi del Mezzogiorno: «Sapete qual è stato l’enorme errore di questo Paese e la causa dei ritardi del vostro Sud? Esservi affidati a questa classe dirigente e avere insistito nel ricorso a Roma. Mentre Roma è stato lo strumento col quale il Nord vi ha fregato. Siete stati illusi dal centralismo e dall’illusione che Roma sarebbe stata la soluzione».

Regioni bocciate, classe politica che non ha potere contrattuale. Stato centrale che non ha più potere, perchè non ha soldi. A chi affidarsi allora? «All’Europa».

Anche nella battaglia sull’Alta velocità la Gazzetta dovrebbe ormai rivolgersi all’Europa. La campagna della Gazzetta per i treni veloci sull’Adriatico può avere una soluzione solo in Europa, visto che scarseggiano le risorse nazionali. Le macro-regioni collegate all’Europa restano la strada da seguire. Lo ripete Bassetti, convengono tutti i partecipanti all’incontro. Un contributo potrebbe arrivare dalla proposta di Mario De Donatis di promuovere un coordinamento, una cabina di regia tra le Università, le Regioni e gli enti locali per prepararsi al nuovo scenario che si viene a costituire con il riconoscimento delle macro-regioni il cui varò avverrà il 18 novembre a Bruxelles.

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