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Sabato 18 Novembre 2017 | 20:45

Petruzzelli, serve chiarezza sui conti del commissario

di NINNI PERCHIAZZI
BARI - Le commissioni consiliari Trasparenza e Cultura di Palazzo di Città convocano il sovrintendente e il presidente della Fondazione affinché facciano luce sul buco lasciato dal commissario Fuortes (nella foto). Digeronimo (Mp): «Vogliamo capire il motivo che ha reso negativo il patrimonio sociale». Melchiorre (FdI): «Se necessario carte alla Corte dei Conti»
Petruzzelli, serve chiarezza sui conti del commissario
di NINNI PERCHIAZZI

Bilanci sballati della fondazione Petruzzelli, le commissioni consiliari di Palazzo di Città pronte a mandare le carte alla Corte dei conti. Non sembra esserci pace per l'ente lirico barese alle prese con una perdita sostanziosa nei conti del 2013, con tanto di depauperamento del patrimonio sociale. «È nostra intenzione capire come sia stato possibile rendere negativo il patrimonio sociale (per circa un milione) come risulta dal bilancio consuntivo 2013», afferma Desirèe Digeronimo, presidente della commissione Trasparenza del Comune, che al pari della commissione Cultura, ha convocato in audizione il nuovo sovrintendente, Massimo Biscardi (e il sindaco Antonio Decaro, in qualità di presidente della Fondazione) perché possa fare chiarezza sulla situazione ereditata dalla gestione commissariale. «La fondazione Petruzzelli deve essere ripatrimonializzata al più presto. Abbiamo convocato il sovrintendente (che ha già dato la sua disponibilità ad essere ascoltato) anche per capire di chi sono le responsabilità che a quanto pare risalgono alla gestione del commissario Carlo Fuortes», afferma Filippo Melchiorre, vicepresidente della commissione Cultura, per poi prendere in esame un altro aspetto non meno importante della vicenda.

«I 5 milioni della legge Bray finalizzati a sanare la situazione debitoria delle Fondazioni, si riferiscono al periodo che si chiude al 31 dicembre 2012, mentre l'ormai necessaria ricapitalizzazione della Fondazione, frutto della cattiva gestione chiusa nel 2013, deve essere compito dei soci, Comune, Provincia e Regione Puglia», dice ancora Melchiorre. «Speriamo che sovrintendente e presidente facciano chiarezza al più presto, anche se si tratta di notizie relative alla precedente gestione. È chiaro che qualora emergano specifiche responsabilità dovute alla cattiva gestione dei soldi pubblici, siamo pronti a mandare tutti i documenti alla Corte dei conti e alla Procura della Repubblica per le valutazioni del caso», conclude il consigliere di FdI.

CONTI IN ROSSO - Le pecche dalla gestione commissariale sono state svelate dal bilancio consuntivo pubblicato nello scorso settembre, con l’i n at t e s a scoperta del patrimonio sociale negativo. Già qualche settimana prima il nuovo sovrintendente si era visto costretto a tagliare la programmazione 2013 per ben 3 milioni di euro (ne hanno fatto le spese due opere, il Trittico e Lucia di Lammermoor, entrambe cancellate per impossibilità di coprirne i costi). La decisione prudenziale e provvidenziale è stata causata dall'aver impegnato denaro, di cui già era nota la mancata corresponsione da parte di Comune e Provincia di Bari, come da comunicazione fatta a tempo debito dal sindaco Michele Emiliano e dal presidente Fr ancesco Schittulli agli stessi vertici della fondazione. Adesso la vicenda si arricchisce di un altro capitolo, anche per capire come sia stato possibile rendere negativo il patrimonio sociale della Fondazione.

PARLAMENTO - Intanto a Roma, in commissione Cultura, è stato ascoltato Pier Francesco Pinelli, commissario per le Fondazioni lirico sinfonico che ha illustrato i piani di rientro (previsti dalla legge Bray) per le situazioni debitorie presentati dalle fondazioni stesse. Tali piani vietano che vengano contratti nuovi debiti per il futuro, così il Petruzzelli - a causa del patrimonio sociale negativo - non ottiene ancora il via libera. «È grave e difficile la situazione del Petruzzelli perché il commissario Fuortes invece di risanare ha creato maggiori deficit, impedendo alla Fondazione di partecipare alla ripartizione dei fondi della legge Bray», afferma l’on. Nuccio Altieri (FI), presente all’audizione.
«Bari ha dovuto presentare sino ad oggi 6 piani di risanamento, ma la questione è recuperare il nuovo deficit condizione essenziale per l'approvazione. Il sovrintendente Biscardi fino ad oggi ha fatto il possibile assumendo anche decisioni dolorose ma necessarie per portare in sicurezza i bilanci. Ritengo sia necessaria molto presto una riunione tra tutti i soci fondatori», conclude il deputato forzista.

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