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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 03:03

Il bollo su auto storiche fa paura ai collezionisti

di CARLO STRAGAPEDE
BARI - Per i proprietari di auto e moto storiche di età tra 20 e 30 anni la norma in fase di approvazione a Roma suona come una coltellata nello stomaco. D’altra parte essi sono un piccolo esercito anche dalle nostre parti: in Terra di Bari si contano oltre 10mila veicoli a motore immatricolati tra il 1994 e il 1984. I loro proprietari si sentono nel mirino
Il bollo su auto storiche fa paura ai collezionisti
di CARLO STRAGAPEDE

BARI - Per i proprietari di auto e moto storiche di età tra 20 e 30 anni la norma in fase di approvazione a Roma suona come una coltellata nello stomaco. D’altra parte essi sono un piccolo esercito anche dalle nostre parti: in Terra di Bari si contano oltre 10mila veicoli a motore immatricolati tra il 1994 e il 1984. I loro proprietari si sentono nel mirino della proposta di legge di Stabilità del governo Renzi, non ancora approvata in Parlamento, che punta a elevare da 20 a 30 anni il limite minimo di datazione per ottenere il riconoscimento di «veicolo storico» con le conseguenti agevolazioni sul bollo, la tassa destinata alle casse regionali.

In tutta la provincia si contano complessivamente circa 20mila veicoli d’epoca, compresi cioè quelli ultratrentennali (non interessati dalla mannaia fiscale), mentre in tutta la Puglia sarebbero circa 40mila, dei quali grosso modo la metà al disotto dei 30 anni. A farsi portavoce dei club di veicoli storici Asi è Leonardo Greco, presidente di «Aste e Bilancieri» di Bitonto, l’associazione più numerosa della Terra di Bari con oltre 4mila iscritti: «Se la proposta del governo dovesse essere approvata, una grossa fetta dei nostri iscritti si vedrà costretta a rottamare quelle vetture che hanno curato con amore e dedizione per anni», spiega Greco, 51 anni, al telefono da Padova, dove si trova per la Fiera delle auto storiche.

Signor Greco, possiamo tracciare l’identikit del possessore di auto o moto storica? «Diciamo che la figura si è evoluta nei decenni. Negli anni Ottanta la stragrande maggioranza degli iscritti ai club erano persone mediamente benestanti che avevano la passione del collezionista. Capitava spesso che il singolo iscritto avesse in rimessa anche cinque o sei auto».
Invece oggi? «Oggi - ammette Greco - a questo primo gruppo si aggiunge in misura crescente quello dei possessori di auto datate che non sono in grado di acquistarne una nuova e quindi scelgono di iscriversi a un club per approfittare delle agevolazioni su bollo e polizza assicurativa».

Il presidente del club bitontino continua: «Questo non significa che nel registro Asi vengono iscritti rottami rappezzati. I controlli sulle domande di iscrizione sono molto rigorosi. I veicoli devono essere in buone condizioni e le componenti tutte originali, altrimenti la domanda viene respinta».
Greco sintetizza: «Impedire questa riforma risponde quindi a due esigenze».
Quali? «Memoria ed economia. Se la proposta diventasse legge, le future generazioni perderebbero pezzi pregiati della storia del nostro Paese. Dal punto di vista dell’economia è chiaro che l’aumento esponenziale del bollo rappresenta un salasso».
Poi esemplifica: «Per una Mercedes 280 sl dell’89 o per una Porsche 964 del 1993 il bollo schizzerebbe da 30 euro a mille euro l’anno. Per una Lancia Delta integrale dello stesso periodo, 700 euro circa. Analoga cifra colpirebbe i possessori di una Lancia Thema V6 turbo o di un’Alfa 164. Mentre i possessori delle utilitarie, poniamo le Fiat Uno o le Ford Fiesta, sarebbero meno penalizzati. Per loro - spiega - il bollo si attesterebbe sui 100-120 euro». Che comunque sono uscite aggiuntive dal bilancio familiare.

Infine la proposta: «Noi dei Club Asi chiediamo allo Stato di considerare il bollo una tassa di possesso come era una volta, e non più di circolazione, e di applicare una quota forfettaria fissa di 100 euro a tutti i veicoli a motore. In questo modo - conclude Greco - nelle casse della Regione entrerebbero comunque due milioni di euro l’anno».

(La notizia completa con gli approfondimenti sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui)

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