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Venerdì 24 Novembre 2017 | 00:42

Tangenti, condannati a Bari ex consiglieri comunali

BARI – Il Tribunale di Bari ha condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione tre ex consiglieri comunali di Bari di Fi, Felice Amodio, Giuseppe Gonnella e Gaetano Anaclerio, accusati di concorso in concussione per una vicenda risalente a 12 anni fa su presunte tangenti pagate da un imprenditore barese per l’approvazione in Consiglio comunale della correzione di un errore materiale nella stesura del Putt. A seguito dell’errore era stato escluso dalle aree edificabili un suolo di proprietà dell’imprenditore, che invece aveva i requisiti in regola
Tangenti, condannati a Bari ex consiglieri comunali
BARI – Il Tribunale di Bari ha condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione tre ex consiglieri comunali di Bari di Fi, Felice Amodio, Giuseppe Gonnella e Gaetano Anaclerio, accusati di concorso in concussione per una vicenda risalente a 12 anni fa su presunte tangenti pagate da un imprenditore barese per l’approvazione in Consiglio comunale della correzione di un errore materiale nella stesura del Putt.

A seguito dell’errore era stato escluso dalle aree edificabili un suolo di proprietà dell’imprenditore, che invece aveva i requisiti in regola. Stando alle indagini della Procura di Bari, i tre imputati avrebbero chiesto una tangente di 25mila euro versata in due trance. Fu lo stesso imprenditore, il costruttore Lorenzo De Santis titolare della Des.Co.Srl, a denunciare la vicenda ai carabinieri.

Il Tribunale ha condannato gli imputati anche al risarcimento danni nei confronti delle costituite parti civili, Des.Co.Srl e Comune di Bari, da quantificarsi in un separato giudizio civile, assegnando al costruttore (che ha quantificato il danno in 250mila euro) una provvisionale immediatamente esecutiva di 25mila euro. Pari a 500mila euro la richiesta di risarcimento avanzata dal Comune.

"Evidentemente non sono stati sufficienti 12 anni, tra indagini e attività istruttoria, per chiarire i ruoli, i personaggi e i fatti di questa complicata vicenda". Lo dichiara in una nota l’avvocato Gaetano Castellaneta, difensore di Gaetano Anaclerio. "Si dice che le sentenze non si commentano – aggiunge il legale – ma, eventualmente, si impugnano. Dalla lettura del solo dispositivo non comprendo quale valutazione sia stata effettuata per affermare la responsabilità dell’Anaclerio. Pertanto, - conclude – ci affideremo ai giudici di appello per richiedere quella che riteniamo l’unica sentenza giusta, ovvero l'assoluzione dell’Anaclerio".

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