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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 21:29

Bari, edifici via Pappacena chiesta l'archiviazione anche per Nichi Vendola

BARI – La vicenda dell’accordo di programma firmato da Regione Puglia e Comune di Bari per la costruzione dei palazzi di via Pappacena, nel capoluogo pugliese, ritenuti abusivi dall’accusa, torna dinanzi ad un giudice barese per l'opposizione alla seconda richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Bari, coinvolgendo questa volta anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola e la sua prima giunta
Bari, edifici via Pappacena chiesta l'archiviazione anche per Nichi Vendola
BARI – La vicenda dell’accordo di programma firmato da Regione Puglia e Comune di Bari per la costruzione dei palazzi di via Pappacena, nel capoluogo pugliese, ritenuti abusivi dall’accusa, torna dinanzi ad un giudice barese per l'opposizione alla seconda richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Bari, coinvolgendo questa volta anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola e la sua prima giunta. Gli approfondimenti disposti dal pm Baldo Pisani hanno infatti allargato l’indagine alle presunte responsabilità della giunta regionale che nel 2007 approvò l’accordo di programma per la realizzazione dei 600 appartamenti.

A finire nel registro degli indagati, oltre ai due tecnici del Comune di Bari già coinvolti nel fascicolo, ci sono ora i nomi di altre 13 persone: il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e tutta la sua giunta dell’epoca, che firmò l'accordo. "L'eventuale sussistenza di vizi dell’atto amministrativo, – scrive il pm nella richiesta di archiviazione - in assenza di una ragionevole dimostrazione dell’elemento psicologico dell’intenzionalità del dolo non è sufficiente ad integrare il delitto di abuso di ufficio". Il comitato di cittadinanza attiva del quartiere Poggiofranco di Bari, dove sono stati costruiti gli edifici, si è opposto alla richiesta di archiviazione e l’udienza dinanzi al gip Sergio Di Paola è fissata per il prossimo 29 ottobre.

Era stato lo stesso gip, pronunciandosi sull'opposizione alla prima richiesta di archiviazione nel maggio 2013, a rilevare "aspetti di illegittimità dell’attività amministrativa che devono essere valutati compiutamente, acquisendo tutta la documentazione posta a base dell’intero procedimento di conclusione dell’accordo di programma, avviato nell’anno 2006 e concluso con i provvedimenti deliberativi di approvazione del consiglio comunale e della Giunta regionale emanati nell’anno 2007". Il giudice rimandava gli atti alla Procura per ulteriori 90 giorni di indagini che si sono concluse, nel novembre 2013, con una seconda richiesta di archiviazione.

Sui palazzi di via Pappacena è attualmente in corso dinanzi al tribunale monocratico di Bari un altro processo per lottizzazione abusiva, in cui sono imputati i costruttori baresi Daniele Giulio e Giovanni Degennaro. Stando alle indagini del pm della Procura di Bari Baldo Pisani, quei palazzi sarebbero stati costruiti abusivamente, in quanto realizzati in un’area inizialmente destinata dal Piano regolatore a servizi per la residenza, uffici e giardini. Secondo l’impostazione accusatoria, cioè, i due costruttori avrebbero realizzato i palazzi "in mancanza di un piano di lottizzazione", in una zona sottoposta a vincolo per la presenza nell’area dell’antica masseria 'Saverio Liocè.

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