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Sabato 18 Novembre 2017 | 18:46

Escort, sfilata in aula a Bari  «Con Silvio solo baci»

BARI – Con Silvio Berlusconi ci furono "baci e carezze, preliminari ma senza atti sessuali". Vanessa  Di Meglio, francese di 42 anni, prima delle 26 tra ragazze ed escort chiamate a deporre al processo a Gianpaolo Tarantini e altri sei imputati per i festini organizzati nelle case dell’ex premier, durante tutta la sua deposizione non riesce mai a pronunciare il nome del Cavaliere. Prossima udienza del processo il 27 novembre: sarà sentita Patrizia D'Addario, assieme a Chiara Gucciardi e Barbara Montereale (foto Luca Turi)
Escort, sfilata in aula a Bari  «Con Silvio solo baci»
BARI – Con Silvio Berlusconi ci furono "baci e carezze, preliminari ma senza atti sessuali". Vanessa  Di Meglio, francese di 42 anni, prima delle 26 tra ragazze ed escort chiamate a deporre al processo a Gianpaolo Tarantini e altri sei imputati per i festini organizzati nelle case dell’ex premier, durante tutta la sua deposizione non riesce mai a pronunciare il nome del Cavaliere. Nonostante l’invito dei pm, Ciro Angelillis e Eugenia Pontassuglia, a pronunciare quel nome senza avere "remore", chiama Silvio Berlusconi 'il padrone di casa, la persona che ci aveva invitatì. Solo al termine dell’ escussione si lascerà sfuggire, quasi sottovoce: "il Cavaliere".

Chiodo in pelle nero sfiancato, camicia bianca, pantaloni aderenti neri e scarpe basse, la 42enne ha ricostruito i suoi rapporti con l’amico Gianpaolo Tarantini ("avevamo all’epoca una relazione un pò più che amicale") che il 5 settembre 2008 (e un’altra sera ancora) la portò per la prima volta a Palazzo Grazioli. Dopo la cena, finita intorno all’una di notte, la testimone, con il suo marcato accento francese, ricorda che "gli invitati, piano piano, andarono via e anche Gianpaolo. Io mi sono ritrovata bloccata lì". Dice che erano in quattro, lei, altre due ragazze e Berlusconi. "Abbiamo chiacchierato, riso, cantato, niente di particolare – spiega al Tribunale -; il padrone di casa scherzava, era una persona molto carina". Poi fu chiamata dalle altre due ragazze: "Le effusioni con il Cavaliere - racconta – avvennero in piedi vicino al divano ma non ci fu sesso; in camera da letto c'eravamo io e altre due ragazze. Poi io sono uscita e non so cosa sia successo".

Ricorda invece che al termine delle cene, ad una delle quali parteciparono anche "George Clooney e Eva Cavalli", "il Cavaliere si alzava e tornava con ceste di regali: cravatte per gli uomini e foulard e altri oggetti per le donne, perchè tutti ricevevano regali". La donna, con i suoi tanti 'non ricordò, ha messo a dura prova la pazienza dei giudici della seconda sezione penale del tribunale (presidente Luigi Forleo, a latere Lucia Depalo e Antonella Cafagna). Alla fine Forleo è sbottato: "Signora, gli occhiali da sole ha necessità di tenerli? Altrimenti li tolga!". Ottenute rassicurazione che non fossero in corso riprese tv e fotografiche da parte dei tanti cronisti presenti, Di Meglio ha messo gli occhiali sulla testa. E mentre lei parlava, Patrizia D’Addario, che per prima denunciò i festini di Berlusconi, scalpitava tra il pubblico.

"Ancora oggi – ha confidato ai giornalisti – mi sento sola, aggredita e insultata da persone che dovrebbero semplicemente stare zitte. Penso solo a quello che mi hanno fatto in questi cinque anni e che continuano a fare. Alcune di queste ragazze (che hanno partecipato come lei alle feste, ndr) le ho conosciute ma non ho mai detto niente su di loro, invece loro hanno parlato, hanno detto quello che non era vero, hanno continuato a infangarmi perchè più mi infangavano, più non ero credibile: ora però voglio giustizia". Patrizia D’Addario deporrà nella prossima udienza del processo, il 27 novembre, assieme a Chiara Gucciardi e Barbara Montereale.

Chi non ha detto una sola parola, anche se presente in aula, è stata la escort barese Terry De Nicolò: accusa e difesa hanno deciso di acquisire i verbali di interrogatorio nei quali la donna parla dei suoi incontri con Sandro Frisullo (Pd), ex vicepresidente della Regione Puglia, e dei rapporti con l'immancabile Gianpaolo Tarantini, a giudizio assieme ad altre sei persone, tra cui il fratello Claudio e Sabina Beganovic (in arte Began), la cosiddetta 'ape reginà delle feste organizzate da Silvio Berlusconi, accusati a vario titolo di associazione per delinquere, sfruttamento, favoreggiamento e induzione della prostituzione.

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