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Domenica 19 Novembre 2017 | 07:25

Tassa rifiuti a Bari la prima rata slitta al 16 dicembre

di NINNI PERCHIAZZI
BARI - Tassa rifiuti, la scadenza della prima rata slitta al 16 dicembre. Solo da domani infatti, i cittadini baresi inizieranno a ricevere a casa i bollettini per il pagamento della Tari. Si tratta di una platea di oltre 155mila contribuenti: ben 134mila utenze «abitative», a cui se ne aggiungono altre 21mila commerciali. Entro metà dicembre sarà possibile pagare le prime 2 rate (e a febbraio e ad aprile le restanti 2) oppure cancellare l’incombenza una volta per tutte. In entrambi i casi senza incorrere in sanzioni
Tassa rifiuti a Bari la prima rata slitta al 16 dicembre
di Ninni Perchiazzi

BARI - Tassa rifiuti, la scadenza della prima rata slitta al 16 dicembre. Solo da domani infatti, i cittadini baresi inizieranno a ricevere a casa i bollettini per il pagamento della Tari. Si tratta di una platea di oltre 155mila contribuenti: ben 134mila utenze «abitative», a cui se ne aggiungono altre 21mila commerciali (uffici, imprese, negozi, panifici, ristoranti e anche gli artigiani) suddivise in 30 categorie. Motivi tecnici hanno impedito all’amministrazione comunale di rispettare la data del 16 ottobre (ieri) prevista inizialmente quale termine di riferimento per adempiere al versamento della prima tranche del tributo (in caso si scelga l’opzione delle 4 rate bimestrali) oppure per il pagamento in un unica soluzione.

SOLUZIONE UNICA O RATEALE - In pratica entro metà dicembre sarà possibile pagare le prime 2 rate (e a febbraio e ad aprile le restanti 2) oppure cancellare l’incombenza una volta per tutte. In entrambi i casi senza incorrere in sanzioni. Insomma, c’è il rischio concreto che una parte della tredicesima finisca nelle casse comunali anche in virtù della concomitante scadenza per la Tasi, la gabella che si applica sulla prima casa (si ottiene calcolando il 3,3 per mille sulla rendita catastale rivalutata) per coprire i cosiddetti servizi comunali indivisibili (illuminazione, pulizia e manutenzione di giardini e aree a verde, polizia municipale, asili nido).

La Tassa rifiuti (ex Tarsu e Tares) è a carico di chiunque occupi un immobile, che si tratti di abitazione, ufficio, negozio o capannone, sulla base del principio «chi più inquina più paga», non senza incentivare la raccolta differenziata - sconti del 30% per chi conferisce almeno 550 chili di rifiuti all’anno presso i centri di raccolta (elenco consultabile sul sito web Amiu) -. Il tributo tiene conto della superficie dell’immobile (metri quadrati) e del numero degli abitanti, determinando un ventaglio di tariffe, che hanno subito un lievissimo incremento rispetto al 2013.il calcoloUna parte fissa ed una variabile compongono la tariffa, sulla quale si calcola un altro piccolo balzello pari al 4%: è il tributo provinciale per l’esercizio delle funzione di tutela, protezione e igiene dell’ambiente. La quota fissa è quantificata in base ai costi fissi del servizio di gestione dei rifiuti (spazzamento, lavaggio stradale, costo degli impianti, costi amministrativi di riscossione e accertamento del tributo).

L’elemento variabile è rapportato alle spese inerenti alla gestione dei rifiuti e alle caratteristiche del servizio offerto (raccolta, trattamento, smaltimento e trasporto dell’immondizia, nonché per riciclo e raccolta differenziata). In pratica per un nucleo familiare di 4-5 persone, la forbice della tassa si riduce man mano che cresce la grandezza della casa.

AGEVOLAZIONI - Il Comune ha riproposto le agevolazioni 2013 con particolare attenzione alle famiglie numerose (20% di sconto per le famiglie con reddito Isee inferiore a 7mila euro) ed esenzioni (nucleo familiare con meno di 4mila euro di reddito Isee o composti da ultra ottantenni con reddito Isee inferiore a 10mila euro oppure con 6 componenti e reddito minore di 25mila euro). I cittadini che nel 2013 hanno già ottenuto esenzioni o agevolazioni (e continuano a possedere i requisiti anche nel 2014) non devono fare nulla.

CAF - Chi invece deve chiedere lo sconto per la prima volta dovrà rivolgersi ai Caf (centri di assistenza fiscale), preposti a presentare in via telematica al Comune le istanze per accedere ai suddetti benefici. Medesimo percorso richiederà la Tasi: i nuclei familiari in condizioni di accedere a esenzioni (fino a 10mila euro di reddito Isee) e agevolazioni (100 euro di sconto per i redditi Isee tra 10mila e 15mila euro) dovranno ricorrere all’aiuto dei Caf. Il resto dei contribuenti invece dovrà calcolare l’importo del tributo e provvedere al pagamento (al pari di chi versa la Tari) agli sportelli postali o bancari (modelli F24) oppure tramite home banking.

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