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Lunedì 20 Novembre 2017 | 08:44

Bari, palazzo S. Chiara Tar riapre il cantiere e dà ragione a Soprintendenza

di NICOLA PEPE
BARI - No dei giudici amministrativi al ricorso di comitato e Comune. «Legittimo il parere dei Beni culturali. Nessuna alterazione della visione del castello, l'opera sostituisce un immobile già esistente. La sospensione dei lavori non farebbe recuperare alcuna visuale. Opera quasi ultimata, il cantiere va avanti»
Bari, palazzo S. Chiara Tar riapre il cantiere e dà ragione a Soprintendenza
NICOLA PEPE
BARI - Il Tar riapre il cantiere del palazzo di Santa Chiara finito al centro di uno scontro (politico) tra Comune e Soprintendenza. Con una ordinanza pubblicata oggi pomeriggio, i giudici amministrativi della III sezione hanno respinto il ricorso cautelare presentato da un comitato di cittadini, e sostenuto dallo stesso Comune che aveva scoperto l'esistenza di un vincolo a tutela del Castello. In discussione, ricordiamo, era il vincolo che garantisce la "visione del Castello", circostanza ritenuta superata dalla Soprintendenza (cui era sfuggito tale vincolo), con un parere reso ad agosto scorso e che prevedeva la sostituzione di una essenza.

Per il Tar, che valuterà in maniera più la vicenda nel corso dell'udienza di merito fissata a maggio dell'anno prossimo, il parere successivo (di due mesi fa) della Soprintendenza non appare illegittimo e inoltre esiste già tra Castello e opera in costruzione una folta piantumazione.

Per i giudici, l'edificio che ospiterà gli uffici del Provveditorato alla opere pubbliche, rappresenta una struttura dello stesso tipo di quella già esistente «sicchè la sua edificazione - si legge nel provvedimento - non altera significativamente la situazione preesistente».

A ciò si aggiunga la circostanza che la costruzione ha ormai raggiunto lo stato avanzato, sicchè «la sospensione dei lavori non determinerebbe alcun recupero della visuale». Infine, per il Tar, poichè si tratta di un'opera pubblica con impegno di ingenti risorse, non sono ammessi ritardi nella realizzazione.

Sulla vicenda, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, aveva aspramente contestato l'opera entrando in conflitto con la Soprintendenza, "colpevole" di non essersi accorto del vincolo. Per tale ragione, aveva chiesto alle Opere pubbliche il blocco dei lavoro e, dopo il ricorso del comitato, aveva dato il via libera per costituirsi nel giudizio dinanzi al Tar. Alcune settimane fa, un decreto del cautelare del Tar aveva ritenuto di bloccare i lavori, oggi la motivata decisione di segno opposto. Non è da escludere l'ipotesi di un appello al Consiglio di Stato.

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