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Sabato 18 Novembre 2017 | 22:33

Raddoppio Bari-Altamura La statale della morte che stenta a rinascere

di ONOFRIO BRUNO
ALTAMURA - Tre vittime dall’inizio di settembre, soltanto nel territorio di Altamura. Una triste sequenza che negli indici di sicurezza e di frequenza di incidenti veste la strada statale 96 Bari-Altamura della maglia nera. Responsabilità umane, alta velocità e imprudenze non vanno giustificate: sono la prima causa di morte. Rimane, a ogni modo, l’esigenza di ammodernare presto e bene questa via di grande comunicazione. I ritardi accumulati nel tempo l’hanno trasformata quasi in un unico cantiere a cielo aperto
La Murgia sventrata e la frontiera scomparsa di Carmela Formicola
Raddoppio Bari-Altamura La statale della morte che stenta a rinascere
di Onofrio Bruno

ALTAMURA - Tre vittime dall’inizio di settembre, soltanto nel territorio di Altamura. Una triste sequenza che negli indici di sicurezza e di frequenza di incidenti veste la strada statale 96 Bari-Altamura della maglia nera. Responsabilità umane, alta velocità e imprudenze non vanno giustificate: sono la prima causa di morte. Rimane, a ogni modo, l’esigenza di ammodernare presto e bene questa via di grande comunicazione. I ritardi accumulati nel tempo l’hanno trasformata quasi in un unico cantiere a cielo aperto.

Si lavora su venti chilometri, su due lotti, con restringimenti e limite di velocità a quaranta chilometri orari. Da Altamura fino a Toritto le linee gialle sono continue. Ciò richiede maggiore prudenza. E, visto l’andazzo, non guasterebbe anche maggiore segnaletica. Una riduzione della carreggiata ad Altamura, prima di arrivare alla stazione di Pescariello, è stata realizzata con un cordone di blocchi di cemento su una curva. La separazione di corsia è evidente di giorno e se si va con il giusto piede sull'acceleratore. In caso di nebbia o buio, molto meno. Alcuni automobilisti hanno segnalato la necessità di qualche accorgimento come un colore evidente alle estremità del grigio cemento oppure segnaletica più presente e illuminazione artificiale più visibile.

Un’altra quindicina di chilometri sarà prima o poi interessata da altri interventi. È il rovescio della medaglia. Da un lato, è significativo che tutta la statale sarà ammodernata a quattro corsie, così come voluto dalle comunità murgiane che hanno intrapreso questa battaglia alla fine degli anni '90 fino a ottenere il finanziamento dell’intero tracciato interregionale Bari-Altamura-Matera. Dall’altro, però, la tempistica imprevedibile ha creato una situazione fatta di più cantieri concomitanti.

L'Anas sta avendo il suo bel daffare soprattutto nel nodo di Mellitto. La «nuova» strada avrà l’incrocio più a monte rispetto a quello precedente. Si transita ancora a due corsie, su un lungo rettilineo che presenta salti di quota e pavimentazione molto malridotta, con rappezzi. Una toppa usurata che è diventata forse peggiore del buco.

Si corre molto, troppo. Bisogna richiamare tutti all’osservanza del Codice della strada e soprattutto al rispetto della vita. Quella propria e quella altrui. Di chi è in auto insieme con chi guida. E delle persone che si trovano in altre macchine. Gli incidenti mortali che hanno provocato una lunga scia di sangue, purtroppo, sono originati proprio da comportamenti umani. Almeno questo risulta dalle ricostruzioni delle forze dell’ordine che stanno individuando le singole responsabilità.

Il 9 ottobre ha perso la vita Domenico Pinto, 40 anni, bitontino (nativo di Bari), trasferito dopo il matrimonio a Misano Adriatico, nel Riminese, mentre la famiglia di provenienza risiede ad Altamura. Viaggiava in sella a una Kawasaki 1000, ne ha perso il controllo a una curva nei pressi di Pescariello, schiantandosi contro un muretto che divide da una parete di roccia.

Sabato 4 ottobre ha perso la vita un ragazzino marocchino di 13 anni, alle porte di Altamura. Era con un fratello e un cugino a bordo di una Fiat Croma. Fatale lo scontro con una Volkswagen Passat in un pomeriggio di pioggia battente. La Croma, dopo aver perso il controllo, è finita di traverso sulla strada ed è stata colpita in pieno dall’altro veicolo. È stata completamente tranciata in due, il ragazzino è volato fuori dall’abitacolo per finire violentemente al suolo. C'è stata un’auto pirata che in senso opposto ha fatto un sorpasso azzardato, invadendo la corsia? Si indaga su questa ipotesi ma finora non c'è riscontro.

Tra gli svincoli per la Selva e per via Matera, il 21 settembre scorso Gianni Toscano, camionista 36enne di Gravina, mentre era in sella a una moto è stato coinvolto in un incidente con un’auto, proprio davanti a una stazione di carburanti. Era in fin di vita quando è stato soccorso. Dopo sei giorni di agonia e di flebili speranze, il suo cuore ha smesso di battere nel Policlinico di Bari.

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