Cerca

Giovedì 23 Novembre 2017 | 12:26

Regionali in Puglia ipotesi larghe intese Nichi e Michi ai ferri corti Udc: sosterremo Emiliano

di BEPI MARTELLOTTA
BARI - Urne di secondo grado per i nuovi consigli provinciali, oggi, e primarie per la scelta del governatore del centrosinistra alla fine del mese prossimo. Una miscela esplosiva che, nelle ultime settimane, sta rischiando di fare il botto finale nella maggioranza che per dieci anni ha governato la Puglia con Nichi Vendola. Oggetto del contendere, le alleanze (prima trasversali e non dichiarate, poi ufficializzate su alcune province) con forze e partiti che, in questi dieci anni, sono state sui banchi dell’opposizione
Regionali in Puglia ipotesi larghe intese Nichi e Michi ai ferri corti Udc: sosterremo Emiliano
di BEPI MARTELLOTTA

BARI - Urne di secondo grado per i nuovi consigli provinciali, oggi, e primarie per la scelta del governatore del centrosinistra alla fine del mese prossimo. Una miscela esplosiva che, nelle ultime settimane, sta rischiando di fare il botto finale nella maggioranza che per dieci anni ha governato la Puglia con Nichi Vendola. Oggetto del contendere, le alleanze (prima trasversali e non dichiarate, poi ufficializzate su alcune province) con forze e partiti che, in questi dieci anni, sono state sui banchi dell’opposizione. Lo spettro, agitato più volte dai vendoliani, è che il modello larghe intese (l’Udc è con il Pd a Lecce e Foggia, Ncd sostiene il candidato democratico alla provincia di Brindisi) trasmigri nelle urne regionali del 2015 e che i test di prova si stiano tenendo proprio oggi, quando sindaci e consiglieri saranno chiamati, appunto, alle urne di secondo grado.

«Apprendo che se vince le primarie Dario Stefano allora ci sarà una coalizione di centrosinistra, nel caso vincessero i candidati del Pd ci sarebbe un autentico colpo di scena: nascerebbe una nuova coalizione - denuncia Vendola - incentrata sull'alleanza tra tutta la destra in fuga da Forza Italia e il Pd, insomma un centrodestra con qualche sfumatura di sinistra». L’affondo di Nichi, senza peli sulla lingua, è dunque sia nei confronti del Pd pugliese, che ha aperto alle liste civiche (il governatore uscente le definisce «zattere dei trasformisti e dei voltagabbana»), sia nei confronti dello stesso Emiliano. «Penso che il centrosinistra in Puglia ha tutti i numeri per tornare a vincere, senza bisogno di snaturare alleanze e progetto politico. Vorrei chiedere ai candidati del Pd - aggiunge Vendola - di dire una parola definitiva e chiarificatrice. Altrimenti si rischia di prendere in giro gli elettori».

«Vendola non ha niente di cui preoccuparsi - replica a stretto giro Emiliano - il Pd in Puglia non farà mai alleanze con i nostri avversari di sempre. Se dovessi vincere le primarie non c’è nessun bisogno di transfughi e di zattere». Quindi l’affondo proprio nei confronti del governo Vendola, sostenuto da una maggioranza risicata in consiglio regionale e che ha spesso dovuto ricorrere al «soccorso bianco» dell’opposizione: «È importante rimanere uniti tra di noi e vincere bene, proprio per evitare, come accaduto alla Regione in questi anni, di ricorrere al prelievo di consiglieri da FI e della lista Fitto per continuare ad avere i numeri per governare o di dover chiedere - sottolinea Emiliano - all’Udc di votare importanti provvedimenti in materia sanitaria». Dopo settimane di schermaglie, per Emiliano è giunta l’ora dello sfogo: «Mi sono stancato di ripetere a Vendola sempre le stesse cose. Sono stanco di non poter fare le primarie serenamente discutendo di programma, di cose da fare. Nichi - dice stizzito Emiliano - sarebbe prezioso se ci desse consigli anziché terremotare primarie che si stanno svolgendo serenamente. Sono io adesso che comincio ad avere un timore e cioè che Vendola non voglia la vittoria del centrosinistra, secondo la logica del “dopo di me, il diluvio”». Il sospetto, insomma, è che sia proprio Vendola a remare contro una sua successione a sinistra, guardando con fastidio alla «staffetta» ritenuta più probabile, quella con Emiliano. «Non sono io, né tantomeno l’altro candidato del Pd (Guglielmo MInervini, ndr) - insiste Emiliano - il trasformista che Vendola cerca. E questo modo di ragionare mi sembra peraltro una mancanza di rispetto nei confronti del suo candidato alle primarie, che proviene da un raggruppamento centrista» (Stefàno, ex Margherita, è stato a lungo vicino all’Udc). Vendola, dice Emiliano, «chiuda la sua presidenza con gioia e collaborando, senza cedere ad inutili polemiche». E sia leale, «come lo è stato il Pd con lui per 10 anni».

Da Stefàno, candidato dai vendoliani alla difficile sfida con il «Gladiatore» del Pd, un secco tweet: «Mi sono candidato alle primarie. Scopro che i pugliesi potranno scegliere tra Emiliano appoggiato da Ncd Udc e me. Facile decidere».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione