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Domenica 19 Novembre 2017 | 17:16

Porto di Bari, francese presa con 11 chili di eroina

BARI - Nascosti nella imbottitura dei sedili c’erano ben 11 chili di eroina. Ventuno «lingotti» che scomposti, lavorati, ridotti ai minimi termini, avrebbero portato nelle casse della malavita che controlla il mercato dello spaccio centinaio di migliaia di euro
Porto di Bari, francese presa con 11 chili di eroina
BARI - La turista francese. Carina, ma non troppo, aspetto «nature», un connaturato savoir-faire. L’eleganza della lingua madre le conferiva un garbo particolare. Le francesi sono donne quasi perfette, hanno le doti positive delle tedesche su un fascino latino. Un difetto però lo hanno: sono puntigliose ed amano lamentarsi.

Quando i militari del Gruppo Bari della Guardia di Finanza e i funzionari dell’ufficio delle Dogane nel porto di Bari l’hanno fermata per un controllo, la puntigliosa turista francese non ha mancato di lamentarsene. Era appena sbarcata da una nave traghetto salpata dalla Grecia e non vedeva l’ora di salire in macchina e riprendere il suo viaggio. I segreti delle donne francesi (parbleu!).

Nascosti nella imbottitura dei sedili c’erano ben 11 chili di eroina. Ventuno «lingotti» che scomposti, lavorati, ridotti ai minimi termini, avrebbero portato nelle casse della malavita che controlla il mercato dello spaccio centinaio di migliaia di euro.

La turista francese è finita in manette. Entra di diritto nella «top ten» dei corrieri dall’aspetto insospettabile. E in buona compagnia. Nella lista dei trasportatori ingaggiati dalla malavita albanese ci sono medici greci, turisti svedesi, studenti inglesi, operai albanesi dalla fedina penale immacolata e poi viaggiatori greci, tedeschi, bulgari, romeni, olandesi.

Solo pochi giorni fa un’automobilista serba è stata arrestata sempre nel porto di Bari con 21 chili, sempre di eroina.

Lo scorso anno la «Droga Spa» ha fatturato in Europa circa 30 miliardi e una fetta di questi guadagni sono andati a finire proprio nelle tasche dei trafficanti albanesi. Per loro Bari e Ancona in testa, rappresentano l'hub logistico ideale per far entrare eroina e marijuana.

Terminato il tempo dei gommoni che facevano la spola tra Albania o Montenegro e le coste pugliesi i narcotrafficanti hanno imboccato la via del contrabbando «intraispettivo», ovvero il tentativo di far entrare in Italia grosse partite di droga, nascoste nei doppifondi di camion e autoarticolati carichi di merci di vario genere, oppure affidando piccoli quantitativi a corriere insospettabili. Alcune inchieste della Procura barese hanno accertato che il denaro accumulato con la vendita della droga viene mandato dai clan in Albania attraverso rimesse monetarie, mimetizzato con i guadagni dei lavoratori emigrati. Il porto di Bari, come già detto, è uno degli snodi strategici dei traffici internazionali, legali ed illegali. Negli ultimi due anni, dicono le statistiche più recenti, 163 inchieste internazionali hanno interessato l’Italia per traffici portuali illeciti, in particolare di merci contraffatte: più di un’inchiesta ogni 4 giorni. Il porto italiano in cui si è registrato il maggior numero di indagini è quello di Ancona, seguito proprio da Bari [l. nat. ]

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