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Giovedì 23 Novembre 2017 | 23:29

Da Palo del Colle laureata al Bolshoi ora danza a New York

di LEO MAGGIO
Da Mosca a New York a passo di danza. È iniziata molto presto l’avventura artistica di Roberta Legrottaglie, giovane ballerina di Palo del Colle che all’età di 14 anni ha lasciato famiglia e affetti per coltivare il suo sogno: volteggiare leggera e diventare una ballerina professionista di danza classica. Roberta sale sulle punte già all’età di 5 anni, in una scuola di danza di periferia
Da Palo del Colle laureata al Bolshoi ora danza a New York
di LEO MAGGIO
Da Mosca a New York a passo di danza. È iniziata molto presto l’avventura artistica di Roberta Legrottaglie, giovane ballerina di Palo del Colle che all’età di 14 anni ha lasciato famiglia e affetti per coltivare il suo sogno: volteggiare leggera e diventare una ballerina professionista di danza classica. Roberta sale sulle punte già all’età di 5 anni, in una scuola di danza di periferia, con le maestre Maristella e Gabriella Pellegrino. La danza, pian piano, le entra del cuore. Diventa dapprima una passione, poi una scelta di vita. La svolta poi arriva quando lei ha poco meno di 14 anni, quando partecipa, a Firenze, ad una audizione del Bolshoi Ballet Accademy, una tra le più prestigiose accademie di danza classica al mondo. L’occasione della vita si presenta su un piatto d’argento. A 14 anni Roberta incanta i selezionatori e stacca un biglietto per la Russia.

«Ero convinta di partire, il mio sogno più grande si è avverato» ricorda Roberta, mostrando un sorriso che le illumina il viso. «Mosca non mi ha fatto paura, - racconta la giovane ballerina – nell’accademia mi sono confrontata con ragazze di tutto il mondo. Una convivenza che mi ha insegnato ad avere una mentalità globale ed una visione del mondo e della vita più aperta».
Sacrifici, però, non ne sono certo mancati. Quattro lunghi anni nell’estremo est con ritorni in Italia solo per Natale e per le vacanze estive. Ad aspettarla a casa sua mamma Antonia, papà Franco e Mattia, il fratello maggiore di 24 anni. «È stato difficile lasciare andar via di casa una figlia a 14 anni, ma credevamo in lei – racconta con un filo di emozione mamma Antonia -, sapevamo che non ci avrebbe tradito. Roberta era credibile, concreta, seria – aggiunge -. Abbiamo compreso che non era solo un sogno, per lei era qualcosa di più e non volevo che un giorno avesse avuto dei rimpianti».

Roberta, infatti, ha sempre avuto le idee chiare. «Non ho mai dubitato – racconta - volevo che la danza fosse la mia vita e il Bolshoi era la strada migliore per seguire il mio sogno. I primi giorni sono stati duri – racconta - ma sapevo che sarebbe stato tutto difficile».
Mamma Antonia non trattiene le lacrime: «Eravamo pronti ad andare a prenderla in qualsiasi momento ma ha resistito – dice con la voce rotta dall’emozione -. In tanti mi hanno demoralizzato accusandomi di aver buttato mia figlia in un Paese straniero. Ho dovuto ingoiare bocconi amari, ma Roberta meritava questa chance».

Quattro lunghi anni di passione, studio, esercizio e rinunce. Per Roberta non è stato facile sopravvivere al Bolshoi Ballet Accademy, tra disciplina e rigore, una accademia dei primi del Novecento dalle regole molto rigide e severe. «Ho lavorato duramente, tutti i giorni – prosegue Roberta –. Bisogna essere perfetti sotto tutti i punti di vista per andare avanti in questa disciplina, raggiungere la perfezione». L’ambìto diploma è arrivato così lo scorso aprile ma non è stato facile conquistarlo perché una frattura all’astragalo, tipica delle ballerine, è sopraggiunta pochi mesi prima dell’esame finale. «Ho resistito per non vanificare i sacrifici di tanti anni – ammette la giovane artista -: la danza viene prima di me». Roberta ha così conseguito il diploma di artista «balieta», ballerina professionista, seguendo un corso di studi equivalente al liceo coreutico sovietico, rigorosamente in lingua russa e specializzandosi in danza classica, la passione della sua vita.

Si accorgono di lei anche dall’altra parte del globo ed ottiene anche tre borse di studio, due dalla Joffrey Ballet School di New York e una dalla Vancliffen Art Foundation presso il National Ballet di Toronto, Accademia nazionale del Canada, dove si perfeziona nello stile di danza americano. Adesso, a 18 anni compiuti, conclusosi il percorso russo, per Roberta si sono così aperte le porte degli States, destinazione New York, dove è entrata a far parte della Joffrey Concert Company, una tra le più prestigiose Compagnie della «Grande Mela», diretta dal maestro Davis Robertson. Per lei la prospettiva di una tournèe in giro per il mondo ed una vita da artista del balletto che la allontana sempre più dalla sua terra. Ma questo, forse, per Roberta non è un problema. «L’Italia mi ha lasciato l’amaro in bocca – conclude – si dovrebbe dare più importanza alla cultura e all’ar te, comprendere di più il valore dei sogni e dei sacrifici».

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