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Lunedì 20 Novembre 2017 | 16:38

«Fiera, bilancio positivo e già pensiamo al 2015»

di LIA MINTRONE
BARI - In un anno ha «rianimato» con una rocambolesca respirazione bocca a bocca l’«anziana signora» di 78 anni sdraiata sul mare. Ma ora, per farla tornare a correre, serve che i soci fondatori, entro 6 mesi, contribuiscano a mettere in atto il piano di ristrutturazione con l’abbattimento dei costi, già in itinere, ed in particolare con gli esuberi del personale, ben 45 unità (in tutto sono 64, la Fiera di Milano ne ha 20, ndr). È questa la priorità di Ugo Patroni Griffi (nella foto)
«Fiera, bilancio positivo e già pensiamo al 2015»
di LIA MINTRONE

BARI - In un anno ha «rianimato» con una rocambolesca respirazione bocca a bocca l’«anziana signora» di 78 anni sdraiata sul mare. Ma ora, per farla tornare a correre, serve che i soci fondatori, entro 6 mesi, contribuiscano a mettere in atto il piano di ristrutturazione con l’abbattimento dei costi, già in itinere, ed in particolare con gli esuberi del personale, ben 45 unità (in tutto sono 64, la Fiera di Milano ne ha 20, ndr). È questa la priorità di Ugo Patroni Griffi, il professore di Diritto commerciale da un anno alla presidenza della Fiera del Levante, che ieri ha tracciato un bilancio della Campionaria 2014. Una scommessa vinta nei numeri e negli introiti e che fa registrare un segno più, ma che da sola non basta a far rialzare quel carrozzone sul quale, atavicamente, sono confluiti gli appetiti bulimici della politica.

«Siamo già al lavoro per la Campionaria del 2015 - ha annunciato ieri mattina Patroni Griffi in una conferenza stampa - stiamo invitando gli espositori a partecipare e già da ora, 30 sui 610 di quest’anno, hanno confermato la loro presenza per l’anno prossimo. Abbiamo la fila di organizzatori fieristici di tutta Italia che vogliono lavorare con noi, ci hanno anche chiesto la disponibilità per poter fare una settimana della moda e già da ora abbiamo la candidatura di FloraHolland , la più grande realtà florovivaista olandese che, tramite Massimo Salomone, ha manifestato la volontà di essere presente a Bari alla 79ma edizione della Fiera».

Il professore snocciola i risultati: +10, 61 % dei ricavi, per un totale di 3.363.891 euro (3.041.136 nel 2013). E sono aumentati anche gli espositori, passati dai 532 del 2013 a 580. Ora si lavora alacremente perché il quartiere fieristico possa vivere 365 giorni all’anno e non solo con la campionaria e le rassegne specializzate. Su questo punto sono d’accordo tutti i soci fondatori intervenuti ieri, dal Governatore Nichi Vendola al sindaco Antonio Decaro, dal vicepresidente della Provincia, on. Nuccio Altieri, al presidente della Camera di Commercio Sandro Ambrosi. E già si pensa ad una serie di eventi da realizzare subito dopo la campionaria per far restare a Bari i visitatori.

«Siamo riusciti a tenere in piedi la Fiera ed è andata bene - ha detto Decaro - mi ero impegnato a versare 1milione e mezzo di euro e ora il presidente può passare a ritirare l’assegno grazie all’approvazione del bilancio di tre giorni fa. Ma la Fiera deve vivere tutto l’anno, abbiamo il dovere di far diventare questo luogo uno spazio sempre attivo dedicato alla cultura, al tempo libero e allo svago. Bari è una città europea».
Più duro l’intervento di Altieri che ha ricordato «gli sforzi economici incredibili sopportati dai soci e in particolare dalla Provincia. Siamo contenti dei dati positivi di quest’anno ma siamo anche consapevoli che da oggi, finita la campionaria, ricompare un segno meno davanti agli introiti. Bisogna capire una volta per tutte che la campionaria è una cosa e la Fiera del Levante un’altra e che, questo luogo, non può vivre solo dieci giorni all’anno. Iniziamo a parlare della Fiera del Levante nel suo complesso altrimenti il contributo lacrime e sangue sarà servito solo per la campionaria ma non per la Fiera».

Per il Presidente Nichi Vendola «la Fiera è un polmone per respirare il futuro a Bari. Guardate cosa è accaduto al Teatro dell’Opera di Roma, dove stanno licenziando Orchestra e Coro. Noi, qui in Puglia, con la nostra storia, abbiamo salvato soggetti come il Petruzzelli e la Fiera che altrove stanno finendo in discarica. Il peggio è alle nostre spalle, ora c’è la vita e non più la prospettiva della morte, oggi privatizzare con questo nuovo appeal non significa più svendere la Fiera. Stati come l’Iran e l’ Azerbaijan hanno voglia di investire qui, siamo assediati da proposte e, oggi lo possiamo dire, tutto questo è partito all’indomani della Fiera. Questa è una regione che corre verso il futuro, abbiamo avuto coraggio, bisogna scuotere l’albero perché vengano giù i frutti. Spero che questo coraggio lo abbiano le prossime classi dirigenti. Il Presidente Patroni Griffi ha tirato per la giacchetta noi soci fondatori e ne è valsa la pena. Ci stiamo avvicinando a un grande futuro della Fiera, perché, se la Puglia ha un futuro, parte proprio da qui, dalla Fiera».

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