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Martedì 21 Novembre 2017 | 03:53

Vendola chiede più tempo per i nuovi manager Asl

BARI - A livello tecnico l’iter non è ancora stato attivato, e - anzi - il tempo andrà misurato in settimane più che in giorni. Ma è sul piano politico che il diktat di Vendola crea i maggiori contraccolpi: la decisione di procedere con le nomine dei 5 direttori generali delle Asl in scadenza a metà novembre crea infatti un nugolo di polemiche. Destinatario, ancora una volta, è Michele Emiliano: il segretario regionale Pd, candidato alle primarie del centrosinistra, si era infatti schierato per i commissariamenti
Vendola chiede più tempo per i nuovi manager Asl
BARI - A livello tecnico l’iter non è ancora stato attivato, e - anzi - il tempo andrà misurato in settimane più che in giorni. Ma è sul piano politico che il diktat di Vendola crea i maggiori contraccolpi: la decisione di procedere con le nomine dei 5 direttori generali delle Asl in scadenza a metà novembre crea infatti un nugolo di polemiche. Destinatario, ancora una volta, è Michele Emiliano: il segretario regionale Pd, candidato alle primarie del centrosinistra, si era infatti schierato per i commissariamenti così da lasciare le scelte «definitive» alla prossima giunta regionale.

L’avvicendamento dei 5 manager in scadenza a novembre (Bari, Bat, Brindisi, Lecce e Taranto) dovrà necessariamente avvenire con gli idonei dell’ultima graduatoria regionale, che - al netto dei pensionati, non più nominabili - sono circa 50. Per quanto la struttura tecnica dell’assessorato abbia cominciato a ragionare di merito, nell’entourage di Vendola (che è il titolare del potere di nomina) ci si è finora confrontati su ragioni di opportunità. Chi ha parlato nelle ultime ore con il governatore lo ha trovato «convinto» della necessità di dare alle Asl un governo stabile, di non creare una situazione di «sospensione» e soprattutto di cercare persone «davvero all’altezza» del ruolo che andranno a ricoprire: è difficile che, visto il contesto, Vendola decida di confrontarsi sul punto con le segreterie di partito. Ben più probabile che attenda una proposta da parte dell’assessore Donato Pentassuglia, anche per lasciare a lui l’onere di «ascoltare» il parere del Pd. Di tempo, comunque, ce n’è: la scadenza di novembre significa avere a disposizione l’intero mese di ottobre per sfogliare la margherita degli idonei. Gli uscenti (tranne Giovanni Gorgoni della Bat, probabilmente destinato a spostarsi a Lecce) sono tutti fuori causa in quanto pensionati, e tre (Colasanto, Scattaglia e Mellone) anche per la valutazione negativa di metà mandato. Per la Asl Bari l’unica opzione al momento sul tavolo è la «promozione» di Vito Montanaro, direttore amministrativo del Policlinico, ritenuto un tecnico molto capace.

Ad aprire il fuoco di sbarramento della polemica politica ci ha pensato ieri l’assessore regionale Guglielmo Minervini, uno dei competitor di Emiliano, che sui manager si schiera con Vendola. «Michele Emiliano - dice - è molto bravo con le parole, salvo fare poi il contrario di quello che dice. Prima fa un’intervista per chiedere che la politica non metta le mani nella sanità, poi va dall'assessore Pentassuglia per dirgli che in campagna elettorale le cose serie non si fanno: in campagna elettorale si prende tempo». Il riferimento di Minervini è anche al piano di riordino dei reparti, sul quale nella stessa intervista Emiliano ha detto che le cose «realmente indispensabili» devono essere fatte subito. «Una buona politica - prosegue Minervini - ci mette la faccia. Va sui territori, ascolta, discute e decide, onora i suoi impegni fino all'ultimo giorno».

Nella polemica si inserisce anche Forza Italia, che fiutando i mal di pancia del centrosinistra si schiera apertamente per le nomine triennali rispetto all’ipotesi dei commissariamenti. «Il centrosinistra - commenta Nino Marmo - non abbandona il “vizietto” di mettere le mani sulla sanità per scaldare i motori elettorali. Ora, ad Emiliano farebbe molto comodo poter promettere a qualche affamato sostenitore la nomina a direttore generale di Asl, ma è bene che sappia che, qualora Vendola optasse per i commissari, il centrodestra si farebbe sentire». «È necessario - aggiunge Antonio Scianaro - nominare i nuovi direttori generali che hanno le competenze per poter avviare quel cammino nuovo all’insegna del cambiamento, dopo dieci anni di buio». Tuttavia per Maurizio Friolo (vicepresidente della commissione Sanità) è «grottesco» parlare di avvicendamenti dei manager «perché siamo ancora e sempre in attesa delle valutazioni del loro operato a metà mandato».

m.s.

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