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Martedì 21 Novembre 2017 | 20:27

Aeroporti chiede indietro altri 210mila euro a Di Paola

BARI - Sui compensi dell’ex amministratore unico, Domenico Di Paola, un parere chiesto da Adp a un avvocato civilista ha, almeno in parte, rimescolato le carte: l’interpretazione dei famosi verbali con cui all’ex numero uno venivano riconosciuti 70mila euro «per aeroporto» per il ruolo di responsabile della sicurezza, sarebbe infatti corretta soltanto dal 2007 in poi. E dunque all’ingegnere barese verrà chiesto di restituire 210mila euro
Aeroporti chiede indietro altri 210mila euro a Di Paola
BARI - È stata una riunione fiume, durata dalle 15,30 fino a sera inoltrata. La seduta dell’assemblea dei soci di Aeroporti di Puglia aveva all’ordine del giorno il via libera (già previsto) all’accordo per i voli con Ryanair e lo scorporo dei servizi di handling, ma anche la questione che riguarda i compensi dell’ex amministratore unico, Domenico Di Paola. Su cui un parere chiesto da Adp a un avvocato civilista ha, almeno in parte, rimescolato le carte: l’interpretazione dei famosi verbali con cui all’ex numero uno venivano riconosciuti 70mila euro «per aeroporto» per il ruolo di responsabile della sicurezza, sarebbe infatti corretta soltanto dal 2007 in poi. E dunque all’ingegnere barese verrà chiesto di restituire 210mila euro. Tanti soldi, ma non l’intera cifra di cui si è parlato nelle lunghe settimane in cui la vicenda ha infiammato le polemiche politiche.

Di Paola, sostituito nel 2013 e poi scelto dal centrodestra come candidato per il Comune di Bari, sul punto è stato attaccato da Michele Emiliano che lo ha accusato di essersi raddoppiato lo stipendio «ingannando i soci che non volevano questo aumento»: la polemica tra i due è finita davanti a un magistrato civile (Di Paola ha chiesto 1 milione di euro di danni). Tra il 2001 e il 2013 l’ingegnere ha percepito da Adp compensi per quasi 4,17 milioni lordi, tra cui rientrano appunto quelli per il ruolo di accountable manager: 70mila euro l’anno (per lo scalo di Bari) fino al 2004, poi 140mila euro l’anno (si aggiunge Brindisi) per il periodo 2005-2007, successivamente (quando gli aeroporti diventano 4) 280mila euro l’anno. Adp ha già avviato nei confronti di Di Paola un’azione di responsabilità che riguarda le spese per la sicurezza (576mila euro spesi per sorvegliare l’abitazione del manager). Sui compensi per il ruolo di accountable manager, il parere legale (dell’avvocato Beppe Trisorio Liuzzi) esclude l’ipotesi di chiedere al Tribunale l’interpretazione autentica dei verbali di assemblea. Tuttavia Adp potrebbe chiedere indietro a Di Paola altri 210mila euro: il parere ritiene infatti «che l’interpretazione letterale delle deliberazioni di che trattasi escluda l’applicazione per il periodo fino al 2007 del riconoscimento dell’indennità “per aeroporto”», mentre per il periodo successivo la clausola «per aeroporto» è stata prevista esplicitamente.

La Regione - che controlla il 99% di Adp - ha mandato un segnale abbastanza forte: sulla questione dei compensi all’ex amministratore la politica deve fare un passo indietro. E dunque ora la palla passa ai tecnici: è probabile che l’amministratore Giuseppe Acierno (ieri non ha ritenuto di dover rispondere alle telefonate della «Gazzetta») condurrà un altro approfondimento specifico sui compensi che Di Paola ha percepito per la progettazione dei lavori di ampliamento negli scali di Bari e Brindisi.

Sul tavolo ieri c’era anche la questione del rinnovo per altri 5 anni del contratto con Ryanair, che potrà avvenire senza gara d’appalto: tecnicamente si tratta di una «continuazione del progetto», che avverrà «tenuto conto degli esiti positivi conseguiti a seguito della verifica effettuata da terzo valutatore indipendente». Nei fatti, il vettore irlandese continuerà a gestire «alle stesse condizioni» i collegamenti low cost negli aeroporti di Bari e Brindisi, che nel 2014 avranno un impatto stimato in circa 3 milioni di passeggeri. Dal punto di vista finanziario, la Regione investirà 12 milioni di euro l’anno cui vanno sommati i 5 milioni di «sconti» sulle attività di handling, che portano il totale del quinquennio a 85 milioni di euro. Via libera anche alla separazione delle attività di handling, su cui Adp è inadempiente rispetto alle normative europee: ma servirà uno studio ad hoc per scegliere le modalità di scorporo.

m.s.

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