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Venerdì 24 Novembre 2017 | 14:09

Rifiuti, è guerra a Bari tra l’Amiu e i ristoratori

di ANTONELLA FANIZZI
BARI - «Il pugno di ferro non serve. Chiediamo che il Comune e l’Amiu ci dicano dover poter conferire a fine giornata i rifiuti. È impensabile ritenere che nei pub, nelle pizzerie e in tutti i locali ci possa essere un’ambiente nel quale conservare la frazione organica per tre giorni». I ristoratori non ci stanno a passare per sporcaccioni. Sta prendendo una brutta piega la faccenda delle multe ai danni degli esercenti
Rifiuti, è guerra a Bari tra l’Amiu e i ristoratori
di Antonella Fanizzi

BARI - «Il pugno di ferro non aiuta. Chiediamo piuttosto che il Comune e l’Amiu ci dicano dover poter conferire a fine giornata gli avanzi insieme agli scarti della lavorazione. È impensabile ritenere che nei pub, nelle pizzerie e in tutti i locali ci possa essere un’ambiente nel quale conservare la frazione organica per tre giorni». Dino Saulle, presidente provinciale della Fipe-Confcommercio, parla a nome dei 400 ristoratori di Bari iscritti all’associazione di categoria: «Non siamo sporcaccioni. Vogliamo il dialogo con l’amministrazione, ma la tolleranza zero non serve a niente e a nessuno».

Sta prendendo una brutta piega la faccenda delle multe ai danni degli esercenti dei locali: domenica scorsa non hanno rispettato il divieto di gettare l’immondizia nei cassoni dell’indifferenziata, e sono stati beccati con le mani nel sacco dagli ispettori ambientali dell’Amiu, sei ristoratori. I vigili urbani hanno invece sanzionato per il medesimo reato - quello di aver ignorato l’ordinanza del sindaco che vieta di buttare la spazzatura mista nei cassonetti bianchi dal sabato notte fino al lunedì alle 18.30 - pure 18 cittadini. L’azzardo è costato a tutti 100 euro a testa.

Stessa sorte è capitata nelle precedenti due domeniche ad altre 30 persone. Il provvedimento è stato adottato a seguito della chiusura della discarica di Trani, che fino a un mese fa è stato il sito di stoccaggio dell’Amiu, costretta ora a portare i rifiuti nel tarantino e nel brindisino.

I ristoratori non vogliono la guerra. Non la vuole, e sostiene di non farla, pure il presidente dell’Amiu Gianfranco Grandaliano. «È comunque un dato di fatto - commenta - che alcuni ristoratori facciano orecchie da mercante. Siamo passati nel Murattiano e a Madonnella fra il sabato e la domenica notte e i bidoni erano pieni di spazzatura gettata dai locali pubblici. Abbiamo aperto i bustoni e trovato intestazioni di confezioni, scontrini, ricevute, scarti di lavorazione. Le regole valgono per tutti. Chi fa il furbo viene punito».

La questione è finita al centro di una riunione della Confcommercio. Riferisce Saulle: «La nostra collaborazione è totale, così come avviene da sempre. Differenziamo i rifiuti come ci viene richiesto. Ma proprio il sabato e la domenica, le giornate di maggiore afflusso, si producono più scarti. Non possiamo tenere l’umido in casa. È una contraddizione: da una parte ci viene imposto di osservare le norme igieniche, dall’altra di conservare la spazzatura. Non abbiamo difficoltà a conferire la plastica, il vetro e la carta. Ma per la frazione organica è diverso. Gli alimenti attirano topi e insetti. Vogliamo lavorare in condizioni di sicurezza: la sanificazione degli ambienti è di nostra competenza, c’è però il rischio della contaminazione».

Al Comune e all’Amiu i ristoratori chiedono di aprire un tavolo di confronto. La soluzione potrebbe essere rappresentata, a loro dire, da una zona dove poter conferire l’immondizia il sabato e la domenica notte, in un’area ben delimitata, all’aperto oppure in un magazzino, anche in periferia.

Saulle spiega: «Un ristorante con 35 posti a sedere mediamente produce in una serata due bustoni di plastica e lattine e tre bustoni di umido. Non abbiamo spazi sufficienti per accatastare la seconda tipologia di spazzatura. Nessuno vuole inquinare le strade. Lo scempio e i cattivi odori allontanano i clienti. Vogliamo rispettare la legge, ma anche le nostre esigenze vanno tenute in considerazione».

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