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Sabato 18 Novembre 2017 | 13:17

Incrociano le braccia i giudici di pace Disagi per gli utenti

di ALESSANDRA MONTEMURRO
BARI - Lo avevano annunciato e a quanto pare loro le promesse le mantengono. Da questa mattina i giudici di pace di tutta Italia sono in sciopero. E lo saranno fino al 3 ottobre. Scioperano per il riconoscimento della previdenza e del lavoro dipendente, oltre che per protestare contro la riforma della magistratura onoraria
Incrociano le braccia i giudici di pace Disagi per gli utenti
di ALESSANDRA MONTEMURRO

BARI - Lo avevano annunciato e a quanto pare loro le promesse le mantengono. Da questa mattina i giudici di pace di tutta Italia sono in sciopero. E lo saranno fino al 3 ottobre. Scioperano per il riconoscimento della previdenza e del lavoro dipendente, oltre che per protestare contro la riforma della magistratura onoraria. Si ribellano all’accorpamento degli uffici del giudice di pace e del tribunale, che non prevede alcun cambiamento della loro posizione. A Bari, come su tutto il territorio nazionale, l’adesione è pari al 90% circa.

«Molti colleghi hanno revocato la propria iscrizione ad altre associazioni di categoria non condividendo la scelta sindacale delle stesse e hanno dichiarato la loro adesione all’astensione indetta da Unagipa» dichiara Angela Cinque, presidente regionale dell’Unione Nazionale Giudici di Pace e componente del comitato esecutivo nazionale. Accanto ai GdP si schierano anche Giudici onorari di Tribunale e Vice Procuratori Onorari. Il loro sciopero è indetto dal 20 al 24 ottobre, e assicurano altre iniziative sempre più incisive. Fanno parte del popolo degli scioperanti anche il Centro coordinamento Magistrati onorari, che raccoglie tutte le sigle sindacali, e i magistrati onorari non iscritti a nessuna associazione.

«Lo stato di agitazione comporterà profondi disagi ai cittadini, con i quali ci scusiamo, e determinerà un ulteriore aggravio delle pendenze non risolte, sia nel settore civile che penale - si legge nel comunicato stampa di Got e Vpo - ma non possiamo più tollerare il trattamento ingiusto, illegittimo e mortificante che con spirito di servizio ed estrema dedizione abbiamo subito per oltre un decennio». Anche Armando Spataro, procuratore della Repubblica di Torino (pugliese di nascita), sostiene i colleghi non togati: «È arrivato il momento per l’Associazione Nazionale Magistrati di scendere decisamente in campo al fianco della magistratura onoraria! Lo chiedo formalmente come iscritto all’Anm e come Procuratore della Repubblica di Torino. Cerchiamo di guardare anche al di là dei problemi già noti ed affrontiamo quelli strutturali, pur se meno conosciuti. Condivido le loro rivendicazioni e il non accontentarsi».

Intanto, dopo l’incontro del 12 settembre scorso con il ministro Orlano, le associazioni maggiormente rappresentative della Magistratura Onoraria si sono sentite ancora una volta tradite. Per loro adesso le parole e le promesse non sono più sufficienti. Vogliono i fatti. E se per ottenere quello che chiedono dovranno scioperare e bloccare il sistema della giustizia sono pronti a farlo.

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