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Martedì 21 Novembre 2017 | 09:28

«Appalti truccati al Comune» sequestrati beni per 25 mln a 5 aziende dei Degennaro Sui parcheggi di Bari altri processi in corso

BARI – Beni per 25 milioni di euro riconducibili a cinque società del Gruppo imprenditoriale Degennaro sono stati sottoposti a sequestro preventivo nell’ambito del procedimento su presunti appalti truccati al Comune di Bari. Oltre 6 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza nei confronti di quattro società e per una quinta il sequestro ammonta a oltre 1 milione di euro. I presunti appalti truccati riguardano i parcheggi interrati di piazza Giulio Cesare e di piazza Cesare Battisti (foto), il Centro Direzionale Polifunzionale del quartiere San Paolo e il Piano Edilizio Integrato degli immobili, realizzati nei quartieri di Poggiofranco e Santa Fara di Bari
«Appalti truccati al Comune» sequestrati beni per 25 mln a 5 aziende dei Degennaro Sui parcheggi di Bari altri processi in corso
BARI – Beni per 25 milioni di euro riconducibili a cinque società del Gruppo imprenditoriale Degennaro sono stati sottoposti a sequestro preventivo nell’ambito del procedimento su presunti appalti truccati al Comune di Bari. Oltre 6 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza nei confronti di quattro società e per una quinta il sequestro ammonta a oltre 1 milione di euro.

I presunti appalti truccati riguardano i parcheggi interrati di piazza Giulio Cesare e di piazza Cesare Battisti, il Centro Direzionale Polifunzionale del quartiere San Paolo e il Piano Edilizio Integrato degli immobili, realizzati nei quartieri di Poggiofranco e Santa Fara di Bari. Il provvedimento di sequestro, emesso dal gip del Tribunale di Bari Michele Parisi su richiesta del pm Renato Nitti, è stato eseguito dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Gdf.

Le somme sequestrate alle cinque società degli imprenditori baresi Degennaro costituiscono, secondo la Procura di Bari, "l'equivalente del profitto dei reati di corruzione e truffa commessi dagli amministratori nell’interesse e a vantaggio delle società imputate". Nel procedimento dinanzi al gip, il pm Nitti aveva inizialmente chiesto anche l’interdizione delle cinque società, richiesta poi revocata a seguito della scelta di una delle società imputate di patteggiare la pena e della istituzione di modelli di organizzazione e gestione da parte delle altre. Nell’ambito di questo stesso procedimento sono state già eseguite misure cautelari personali e reali a carico delle persone fisiche, "con sequestro ancora in atto di beni - ricorda la Procura – per molteplici milioni di euro". Attualmente è in corso dinanzi al Tribunale del Riesame il procedimento per la quantificazione del profitto.

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