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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 10:22

Regione, entro l’anno personale stabilizzato

BARI - Mobilitazione dei lavori precari della Regione, ieri, dinanzi al consiglio regionale chiamato ad affrontare, in commissione, la legge sulle stabilizzazioni. Oltre 150 lavoratori, secondo la Cgil, hanno tenuto il presidio per sollecitare «l’eliminazione dalle procedure previste delle prove selettive e - spiega il segretario regionale Biagio D’Alberto - l’anticipazione al 2014 del percorso di stabilizzazione, considerando che ci sono le disponibilità economiche»
Regione, entro l’anno personale stabilizzato
BARI - Mobilitazione dei lavori precari della Regione, ieri, dinanzi al consiglio regionale chiamato ad affrontare, in commissione, la legge sulle stabilizzazioni. «Una protesta silenziosa e dignitosa - riporta una nota della Fp-Cgil - che raccoglie in sé le speranze di anni trascorsi al servizio della Regione e che forse avranno una evoluzione positiva». Oltre 150 lavoratori, secondo la Cgil, hanno tenuto il presidio per sollecitare «l’eliminazione dalle procedure previste delle prove selettive e - spiega il segretario regionale Biagio D’Alberto - l’anticipazione al 2014 del percorso di stabilizzazione, considerando che ci sono le disponibilità economiche»: la giunta ha infatti già accantonato 2 milioni di euro su questa posta. Già in Lombardia, Campania e Piemonte, secondo la Cgil, «è stato fatto buon uso applicativo» del comma 529 della legge 147/2013, che prevede la stabilizzazione a domanda per chi è in possesso dei requisiti e l’immissione in graduatoria senza ulteriori selezioni. Ed è stato fatto, dice D’Alberto, «senza ricorrere alla produzione di ulteriori leggi regionali». Il sindacato, comunque, giudica positivo «l’impianto della proposta di legge» perché «lega insieme sia un processo di razionalizzazione della spesa che di rinnovamento della struttura organizzativa, collegando la stabilizzazione all’esodo».Nel corso dell’audizione in Consiglio, anche la Cisl ha sollecitato la Regione ad «assorbire la platea dei lavoratori precari in un percorso che includa anche l‘incentivo all’esodo dei dipendenti a tempo indeterminato alle soglie del pensionamento», il tutto valorizzando «la professionalità del personale “storico”». La Uil ha insistito sulla necessità di garantire un percorso «certo e legittimo per tutti i dipendenti precari» e di recuperare ulteriori fondi per la stabilizzazione, prevedendo una clausola di salvaguardia per l’incentivo all’esodo.

L’assessore al Lavoro Leo Caroli ha spiegato che non essendo possibile assumere congiuntamente tutta la platea dei precari, è necessario prevedere tempi diversi per consentire che si aprano gli spazi e si liberino le risorse necessarie per le assunzioni. Senza dimenticare l’immissione nei ruoli dei dipendenti di categoria B e di quanti risulteranno vincitori del concorso per funzionari di categoria D. Caroli ha inoltre rassicurato la Uil sul fatto che si sta prevedendo una clausola di salvaguardia per i lavoratori interessati e «preservarli da eventuali modifiche alla legge “Fornero”», riguardante il pensionamento. Dalla delegazione di precari, invitata all’audizione, l’invito all’assessore e ai consiglieri ad avviare le procedure già da dicembre 2014, senza ulteriori selezioni ma solo per titoli.

«Su mia proposta - rileva il presidente della commissione, Giovanni Brigante (PpV) - è stato eliminato dalla relazione al testo, un passaggio che riguardava il personale ex legge 285/77, ritenuto non appropriato allo spirito della norma, ed è stato chiesto di cassare un comma che prevedeva la riduzione delle dotazioni organiche del personale dirigenziale e non».

«Se si facesse un concorso per le polemiche inutili e strumentali, sapremmo di certo a chi assegnare il primo premio. Penso a quanti stanno raccontando che il Pd - dice il capogruppo Pino Romano - è contrario alla stabilizzazione dei precari che lavorano alla Regione. Una delle bugie più assurde che i nostri detrattori abbiano mai inventato. Soprattutto perché non tiene conto che sono stati due deputati del Pd, i pugliesi Dario Ginefra e Antonio Decaro, a elaborare la cosiddetta leggina che rende possibile la stabilizzazione».

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