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Giovedì 23 Novembre 2017 | 19:25

Cronaca di normale degrado «Aiuto. Qui c’è un rudere» «Veramente sono quattro»

di DANIELA D’AMBROSIO
BARI - L’ennesimo rudere abbandonato sul lungomare di Santo Spirito chiede urgenti lavori di messa in sicurezza. Il ristorante «Il Galeone», chiuso da un anno e mezzo dopo la revoca della concessione demaniale. Il carteggio tra il Municipio cinque e la Capitaneria di porto. Intanto a Santo Spirito c’è già chi sogna che dalle ceneri del Galeone possa nascere un nuovo spazio estivo tutto da godere, con tanto di spiaggia pubblica e parcheggi
Cronaca di normale degrado «Aiuto. Qui c’è un rudere» «Veramente sono quattro»
di DANIELA D’AMBROSIO

BARI - L’ennesimo rudere abbandonato sul lungomare di Santo Spirito chiede urgenti lavori di messa in sicurezza. Il ristorante «Il Galeone», chiuso da un anno e mezzo dopo la revoca della concessione demaniale per il mancato pagamento delle tasse e semidistrutto da un incendio il 19 agosto scorso, rischia di seguire le sorti che già furono del ristorante «Da Tommaso», a Palese, e del «San Michele», sullo stesso lungomare di Santo Spirito, abbattuti dopo anni di incuria e abbandono e dopo essere diventati ricettacolo di sporcizia e rifugio di drogati e malavitosi. O rischia di diventare un altro monumento al degrado, andando a tenere compagnia all’Ostello della gioventù che da quasi vent’anni aspetta un qualsiasi genere di presa in considerazione e di soluzione, sempre promessa e mai arrivata.

Il 28 agosto la commissione Lavori pubblici del V Municipio mette a verbale lo stato della struttura: i sopralluoghi hanno rilevato un immobile pericolante, la facilità di accesso anche da parte di minori, la possibilità concreta di ogni genere di intrusioni e quindi di sciacallaggio o, peggio ancora, di incidenti. Il 10 settembre dal Municipio parte una richiesta di messa in sicurezza ai direttori delle ripartizioni Opere pubbliche e Sviluppo economico e Demanio del Comune e alla Capitaneria di porto sezione Demanio/Ambiente.
La Capitaneria risponde il 17 settembre, scrivendo per conoscenza anche a Prefettura, Questura, Gabinetto del Sindaco, alle ripartizioni già interessate dalla richiesta del Municipio e al Demanio marittimo regionale. Nella lettera prende atto delle dichiarazioni della commissione e «resta in attesa di conoscere i provvedimenti che verranno posti in essere per scongiurare eventuali situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, considerato che in data 10 settembre personale dipendente ha constatato il perdurare della sitazione di degrado e pericolo a suo tempo rilevata».

Ma la Capitaneria non si ferma qui e rilancia: «Si coglie l’occasione per porre all’attenzione di codesto Ente l’inderogabile necessità di adottare anche eventuali ulteriori provvedimenti finalizzati a prevenire tali situazioni di degrado e abbandono, rilevati e segnalati in passato da questa Capitaneria per altri manufatti demaniali (peraltro acquisiti tra le pertinenze dello Stato) insistenti sul litorale Nord e Sud barese».
Si tratta dello Yacht club Bari, ex Mitiladriatica, abbandonato e non utilizzato da oltre cinque anni, della Grotta Regina di Torre a Mare e dello sciale «Dal Nonno» di San Giorgio, anche questi abbandonati da diversi anni. «In ragione della delega conferita per l’esercizio della funzione gestoria, del pubblico demanio marittimo, in capo a codesto Comune - conclude la lettera firmata dal comandante De Tullio - è auspicabile che codesta amministrazione attivi tutte le procedure amministrative utili per addivenire ad una assegnazione dei medesimi beni in tempi tali da non determinare ulteriori situazioni di degrado». Insomma una bella partita a poker: il Municipio punta un rudere, la Capitaneria risponde «uno più tre».

Il Comune ha una bella gatta da pelare anche perché non può esimersi dall’andare «a vedere». E per giunta entro tempi brevi. Intanto a Santo Spirito c’è già chi sogna che dalle ceneri del Galeone possa nascere un nuovo spazio estivo tutto da godere, con tanto di spiaggia pubblica e parcheggi.

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