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Lunedì 20 Novembre 2017 | 14:32

Rapito dai complici per una partita di droga «In pasto ai maiali»

BARI - Hanno sequestrato un uomo di 37 anni minacciando di darlo in pasto ai maiali. Per fortuna i carabinieri di Bari, che stavano indagando su un traffico di droga, sono riusciti a intervenire e a salvarlo. E’ accaduto in provincia di Bari dove i carabinieri hanno arrestato sette persone con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione. Il capo della banda ha ordinato ai suoi complici di andare a prelevare due componenti del gruppo che avevano fatto sparire 45.000 euro ricevuti per comprare cocaina a Torino. Per uno di loro il destino deciso era macabro. Doveva essere portato in un casolare e legato assieme ai maiali "che hanno fame", come sottolinea uno degli interlocutori al telefono
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BARI– «Mettilo insieme agli animali, tienilo lì finchè arriviamo». Un presunto trafficante di droga sarebbe stato sequestrato dai suoi complici e avrebbe rischiato di essere dato in pasto ai maiali se non fossero intervenuti i carabinieri che lo hanno liberato, arrestando i presunti carcerieri. Con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione i militari della compagnia di Barletta e del comando provinciale di Bari hanno arrestato tre persone in flagranza di reato, fermandone altre cinque nel corso delle indagini.

Gli otto sono attualmente detenuti in carcere: nei loro confronti il gip di Bari Sergio Di Paola ha emesso ordinanze di custodia cautelare dopo le udienze di convalida. La vittima è un 37enne di Palo del Colle, sequestrato e rinchiuso in un casolare per una storia legata ad una partita di droga pagata ma mai ritirata. Tutto inizia alcune settimane fa. I carabinieri, coordinati dalla Dda di Bari, avviano un’indagine su un presunto traffico di droga. Intercettano alcuni soggetti e scoprono che un carico di droga del valore di centomila euro proveniente da Torino era stato acquistato da questo gruppo criminale, con base logistica a Trani. A ritirare lo stupefacente con un acconto di 45 mila euro sono due giovani della banda. Qualcosa va storto e i Carabinieri, ascoltando le telefonate, capiscono che i due sono in pericolo. «Bloccateli perchè gli dobbiamo staccare la testa, sono scappati a Torino con le cose mie» dice il capo, il 30 enne di Trani Luigi Colangelo, ritenuto vicino agli ambienti della Camorra. I 45 mila euro per la droga, ricostruiscono poi gli investigatori, sono spariti ma la droga non è mai arrivata.

Altri tre componenti la banda, il 28enne Arcangelo Lucatuorto e il 23enne Giuseppe Grottone, entrambi di Grumo Appula, insieme con il 25enne Angelo Caputo di Bitonto, rintracciano uno dei due «traditori», il 37enne di Palo del Colle, e lo portano in un casolare, preparano l’occorrente per legarlo ad una sedia e minacciano di darlo in pasto ai maiali «che hanno fame». In poche ore Carabinieri e inquirenti decidono di intervenire, rintracciano il casolare e vi fanno irruzione liberando l’uomo che, alla loro vista, scoppia in lacrime. Arrestano quindi in flagranza il 26enne Michele Del Nigro, il 40enne Cosimo Abbatantuono e il 23enne rumeno Onu Florinel Cosmin. Siamo all’alba di domenica 14 settembre.

Le indagini proseguono per rintracciare l’altro ragazzo, che intanto parte nuovamente per Torino, dove altri componenti della banda, tra cui Colangelo e l'incensurato 45enne Vincenzo Salvatore Mastrodonato, lo aspettano per portarlo dal trafficante al quale avrebbe dato i soldi senza ottenere lo stupefacente. Qui si vivono momenti di tensione per alcuni colpi di pistola sparati sulla saracinesca di una barberia gestita da un bitontino emigrato (intermediario del gruppo di trafficanti), che poi viene data alle fiamme.

Nei giorni successivi vengono eseguiti altri cinque fermi nei confronti di Colangelo e dei suoi scagnozzi. Nel frattempo, però, la vittima liberata ricorre nuovamente all’aiuto dei Carabinieri che intervengono per salvarlo da un secondo tentativo di sequestro, questa volta a Bari, dove si reca per recuperare l’auto che gli avevano rubato forse per ritorsione.

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