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Lunedì 20 Novembre 2017 | 03:25

Storie di invisibili «Noi che viviamo in auto e nessuno ci aiuta»

di VALENTINO SGARAMELLLA
BARI - Moderni San Giuseppe e Maria alla ricerca di una casa. La loro grotta metaforica è quest’auto fiammante acquistata da poco, quando vivevano ancora a Catania e lui se la poteva permettere. Implorano di non rivelare i loro nomi e non essere fotografati. Giovanna, la chiameremo così, ha 33 anni ed è di Acquaviva. Francesco, il suo convivente, ne ha 10 di più ed è siciliano verace
Storie di invisibili «Noi che viviamo in auto e nessuno ci aiuta»
di VALENTINO SGARAMELLLA

BARI - Qualcuno li ha visti all’uscita dall’ipermercato Bariblu, a due passi dal lido San Giorgio. Sono loro la coppia senza casa che vivono da settimane in un’automobile? Ci avviciniamo con molta cautela. Una Fiat «Grande Punto» è parcheggiata nei pressi di una rotatoria che immette nel parcheggio dell’ipermercato. Alle spalle una strada di servizio per i dipendenti che immette nei vani riservati alle maestranze. Restiamo in auto a motore acceso e abbassiamo il finestrino. La signora sgrana gli occhi. Si sentono come scoperti, quando comunichiamo loro che la Gazzetta vuole interessarsi al loro caso. Il compagno per il caldo è disteso sul sedile reclinabile. È in slip. «Arrivo subito». Si riveste in tutta fretta.

Per non invadere ulteriormente ciò che resta della loro privacy, inganniamo l’attesa guardando altrove. Eccoli. Moderni San Giuseppe e Maria alla ricerca di una casa. La loro grotta metaforica è quest’auto fiammante acquistata da poco, quando vivevano ancora a Catania e lui se la poteva permettere. Implorano di non rivelare i loro nomi e non essere fotografati. Giovanna, la chiameremo così, ha 33 anni ed è di Acquaviva. Francesco, il suo convivente, ne ha 10 di più ed è siciliano verace. Si sono conosciuti nel 2011. Andava tutto bene, all’epoca. Francesco lavorava come magazziniere all’ipermercato Auchan a Catania. Poi, come accaduto a Casamassima, l’azienda chiede uno sforzo ai lavoratori. Un contratto di solidarietà che gli riduce lo stipendio da 1200 a 650 euro al mese.

Poi, la mazzata finale. Non basta il contratto di solidarietà. L’azienda ha dei lavoratori in esubero. Non li licenzia. Li trasferisce al nord e soprattutto in Puglia, a Taranto e a Bariblu. La coppia ha appena acquistato la Fiat «Grande Punto». Non avrebbero immaginato quel che li attendeva. Devono pagare 260 euro al mese per la rata. Ma con uno stipendio di 1200 euro puoi farcela. Ora è un compito proibitivo. «In pratica, l’azienda mi ha detto: o ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra; purtroppo oggi se vuoi un pezzo di pane devi accettare le loro condizioni. Non hai alternative». Francesco poi aggiunge: «meno male che acquistai quest'auto spaziosa altrimenti oggi dove andremmo a dormire?». L’ipermercato Auchan di Catania ha circa 400 dipendenti.

«Tuttavia – spiega Francesco - queste disposizioni hanno di fatto ridotto del 30 o 40% i dipendenti». Non tutti, infatti, accettano di trasferirsi al Nord o anche in altre regioni meridionali. E si dimettono spontaneamente. «Ho ripreso il mio lavoro part time qui, adesso». Francesco lavora dalle 6 alle 10 di ogni giorno, come magazziniere all’Auchan di Triggiano. «Mi sento un pesce fuor d’acqua. In Puglia non ho parenti né amici».

UNA VITA INFAME - Il loro appartamento è la loro stessa auto. Dormono sui sedili trasformati in giacigli. Il telefonino dà la sveglia alle 5,20 ogni mattina. «Alle 5,30 mi alzo. Preparo il caffè sul pentolino che abbiamo in auto».
Lui ha diritto ad usufruire delle docce riservate ai dipendenti. Lei alle 9 si lava alla meglio nei lavandini dei bagni messi a disposizione del pubblico dell’iper mercato. Inizia il suo orario di lavoro alle 6. Alle 10 termina. Dalle 10 iniziano a girovagare per l’ipermercato come fossero turisti. «Per spezzare la noia», dice lui. Pranzo all’interno dell’ipermercato, con pochi euro. Pennichella pomeridiana sui sedili. Cena frugale la sera. E buonanotte.

LA RICERCA DELLA CASA - Ha provato a trovare un appartamento in affitto? «Ho cercato una casa in affitto tramite internet. Ho contattato alcune agenzie immobiliari. Ma i fitti sono di circa 400 euro al mese. Come faccio a vivere con 650 euro al mese se devo pagare una rata di 260 euro per l’auto e altri 400 per il fitto?». Interviene Giovanna: «Dobbiamo presentare la busta paga perché ce la chiedono e quando si rendono conto di quanto guadagniamo la casa non ce la danno». I genitori di lei hanno problemi economici. Nessun parente dei due ha voglia di dare una mano alla coppia. «Mi fa dire pubblicamente una cosa?», chiede l’uomo. «Vorrei chiedere ai politici come sia possibile che per gli immigrati che arrivano in Italia un aiuto c’è e un cittadino italiano che paga le tasse resta solo».

È la guerra fra poveri, tenuto conto che un immigrato vive come loro. Si era diffusa la voce che qualcuno avesse avvisato i carabinieri e che fossero stati costretti ad andare via. «Non è vero, assolutamente; anzi, la metronotte gira negli spazi dell’ipermercato, di notte. Sono nostri amici». Solo una sera la polizia municipale di Triggiano ha chiesto loro i documenti. È l’ora dei saluti. Tornano nel loro «appartamento» a 4 ruote. Cosa accadrà quando giungeranno i rigori dell’inverno?

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