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Venerdì 24 Novembre 2017 | 19:45

Tangenti, chiesta condanna per funzionario Regione Puglia

BARI – Il pm della Procura di Bari Francesco Bretone ha chiesto la condanna a 5 anni di reclusione per Francesco De Grandi, funzionario dell’assessorato Industria e Innovazione Tecnologica della Regione Puglia di Cassano delle Murge, e la condanna a 2 anni e 8 mesi e 2mila euro di multa per suo figlio Vito De Grandi. Il padre, imputato per il reato di concussione, è accusato di aver intascato dal 2006 al 2008 770mila euro sotto forma di tangenti per facilitare le pratiche di alcuni consorzi turistici che volevano accedere ai finanziamenti regionali
Tangenti, chiesta condanna per funzionario Regione Puglia
BARI – Il pm della Procura di Bari Francesco Bretone ha chiesto la condanna a 5 anni di reclusione per Francesco De Grandi, funzionario dell’assessorato Industria e Innovazione Tecnologica della Regione Puglia di Cassano delle Murge, e la condanna a 2 anni e 8 mesi e 2mila euro di multa per suo figlio Vito De Grandi. Il padre, imputato per il reato di concussione, è accusato di aver intascato dal 2006 al 2008 770mila euro sotto forma di tangenti per facilitare le pratiche di alcuni consorzi turistici che volevano accedere ai finanziamenti regionali. Suo figlio, imputato per reimpiego di denaro provento di attività illecita, avrebbe incassato parte di quei soldi, 324mila euro, versandoli sui conti correnti bancari intestati all’oleificio di cui è titolare.
Ad incastrare il funzionario le dichiarazioni di due imprenditori baresi, Roberto Walter Sisto e Francesco Morrone, entrambi parte civile nel processo insieme con la Regione Puglia. Gli imprenditori hanno quantificato i danni morali subiti in 10mila euro.

La Regione ha chiesto al Tribunale di condannare i due imputati al risarcimento danni di complessivi 1 milione 125mila euro tra danni morali (112mila euro) e patrimoniali. Nell’ambito di questa vicenda Francesco De Grandi è stato arrestato nel giugno 2010 (28 giorni ai domiciliari) e alcuni mesi dopo, nel novembre dello stesso anno, il frantoio del figlio, a Cassano delle Murge, è stato sequestrato (ma subito dissequestrato in sede di convalida) su disposizione della magistratura barese.

La sentenza è prevista per il prossimo 13 novembre.

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