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Lunedì 20 Novembre 2017 | 08:56

Bari, «no al drone» E lui denuncia il concorso

di TOMMASO FORTE
BARI - Michele Fazio, 30 anni, laureato in ingegneria aereospaziale ha vinto il progetto Bollenti Spiriti con il suo drone. Un velivolo a lancio manuale e ad atterraggio belly-landing (strisciamento al suolo), per indagini ambientali e monitoraggio del territorio e un velivolo a configurazione elicotteristica. A Bari, nell’ambito del bando «Valore Assoluto», promosso dalla Camera di Commercio, la sua idea è stata «bocciata». L’ingegnere ha preso carta e penna e ha scritto alla Procura denunciando presunte irregolarità
Bari, «no al drone» E lui denuncia il concorso
di Tommaso Forte

BARI - Michele Fazio, 30 anni, laureato in ingegneria aereospaziale, è un giovane che crede nelle sue potenzialità. Ambizioso, determinato. Negli anni scorsi ha vinto il progetto Bollenti Spiriti con il suo drone. Un velivolo a lancio manuale e ad atterraggio belly-landing (strisciamento al suolo), per indagini ambientali e monitoraggio del territorio e un velivolo a configurazione elicotteristica. Dunque, un talento dell’aerospazio pugliese. I suoi contatti sono ormai più frequenti in America, Europa e Paesi Arabi. A Bari, nell’ambito del bando «Valore Assoluto», promosso dalla Camera di Commercio, la sua idea è stata «bocciata». L’ingegnere ha preso carta e penna e ha scritto alla Procura denunciando presunte irregolarità. Il magistrato Gaetano de Maria ha già avviato le prime indagini.

L’esposto è relativo al bando «Valore Assoluto» e ad ambiguità sulla selezione dei progetti e dell’iter istruttorio per le edizioni 2012/2013 e 2014. «Durante il mese di ottobre 2012 - si legge nell’esposto di Fazio - la Camera di Commercio organizzò alcuni incontri per la presentazione del bando. Ad uno in particolare, risultò essere coinvolta nel team di presentazione la dott.ssa Giordano Flavia, in qualità di referente A.R.T.I., la quale risultò vincitrice del bando con il progetto “Cucina Mancina” per un importo di 70mila euro. Successivamente la stessa, è stata assunta all’ARTI». Le società coinvolte nell’esposto sono la DBGlove, la Q.I.R.I.S., la INTACT Health Care e la Spashmood, oltre a progettisti e dirigenti della Camera di Commercio, tra cui il vice presidente Giuseppe Riccardi. «La DBGlove non avrebbe potuto usufruire di finanziamento, in quanto era già risultata vincitrice del bando Principi Attivi per lo stesso progetto. Vale la stessa cosa per la ZenFeed, vincitrice per 70mila euro, già destinataria della StartUp Weekend, tenutasi due mesi prima».

I dubbi di Fazio. «Alla Procura ho consegnato tutte le carte in mio possesso e, in particolare, i verbali non firmati dai quattro componenti della commissione. Inoltre, gli stessi non avevano validato con le loro firme le valutazioni dei progetti finalisti. Una grande superficialità, insomma». E ancora. «Mi interessa verificare i criteri di selezione, essendoci collocati come settimi in tale competizione, passati al sesto posto in seguito a un avanzamento di graduatoria a noi non notificato e rivendicando la quinta posizione, invece detenuta dalla DBGlove del Dott Nicholaus Caporusso, (web master di Valore Assoluto). Ed ecco, quindi, le mie perplessità sulla trasparenza degli atti e delle procedure. La seconda motivazione è legata alle enormi difficoltà riscontrate e illustrate al magistrato Gaetano de Bari in merito all’invio della domanda di partecipazione a Valore Assoluto II».

Fare chiarezza. «Considerate le molteplici difformità nella gestione del bando pubblico, ho preferito denunciare i fatti alla magistratura, affinché la stessa verificasse il corretto svolgimento del bando. I giovani, oggi, hanno bisogno di certezze e non di illusioni».

La difesa di Angela Partipilo, segretario generale della Camera di Commercio di Bari. «La giuria di “Valore Assoluto” era indipendente e “terza”; l’Ente non ha partecipato al voto in alcun modo, ma ha scelto professionisti con ampia esperienza nel sostegno e nella promozione delle startup (Mario Citelli, esperto di innovazione; Vito Albino, docente del Politecnico di Bari; Rino Scoppio, consulente di marketing; Lorenzo Minnielli, funzionario di Puglia Sviluppo; Gianni de Caro, manager di Banca Intesa; Antonello Garzoni, docente della LUM). Inoltre, la metodologia di voto per arrivare ai risultati è stata del tutto trasparente: i giurati hanno giudicato ciascun progetto su 5 parametri distinti con dei voti numerici; alla fine sono state effettuate le somme dei voti e stilate le classifiche. Per di più, dai 90 progetti iniziali si è giunti ai vincitori dopo ben quattro gradi di giudizio, con una fase d’aula intermedia, in cui la giuria ha conosciuto da vicino le idee d’impresa e i team e li ha potuti valutare con cognizione di causa. Dunque, piena fiducia nella magistratura. Anzi, per visionare i progetti vincitori delle due edizioni di “Valore Assoluto” nello scorso luglio si sono scomodati a proprie spese ben dieci investitori nazionali e perfino i coreani di Samsung. Vuol dire che questo concorso crea opportunità e valorizza talenti».

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