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Martedì 21 Novembre 2017 | 00:06

Scuola insicura nel Barese protestano 250 famiglie «Rischio blocco attività»

CASAMASSIMA (Bari) – Oltre 250 famiglie di altrettanti alunni di una scuola dell’infanzia denunciano l’insicurezza della struttura scolastica e paventano il rischio di interruzione del servizio scolastico. La contestazione dopo un provvedimento dell’ex amministrazione comunale che, due giorni prima l’inizio dell’anno scolastico, ha disposto la turnazione degli alunni di due scuole, "Collodi" e "Ciari", nei locali di un unico istituto, dopo la chiusura del plesso "Ciari" per il degrado in cui versa l’edificio
Scuola insicura nel Barese protestano 250 famiglie «Rischio blocco attività»
CASAMASSIMA (Bari) – Oltre 250 famiglie di altrettanti alunni di una scuola dell’infanzia di Casamassima (Bari) protestano per salvaguardare i diritti dei propri figli, denunciano l’insicurezza della struttura scolastica e paventano il rischio di interruzione del servizio scolastico. La contestazione è nata dopo un provvedimento dell’ex amministrazione comunale che, due giorni prima l’inizio dell’anno scolastico, ha disposto la turnazione degli alunni di due scuole, "Collodi" e "Ciari", nei locali di un unico istituto, dopo la chiusura del plesso "Ciari" per il degrado in cui versa l’edificio.

I genitori hanno scritto una lettera aperta al commissario prefettizio, Alfonso Magnatta, subentrato dopo lo scioglimento del Consiglio comunale, chiedendo una nuova sede scolastica idonea ad accogliere i propri figli e la revoca del provvedimento del Comune. "Abbiamo appreso – scrivono i genitori - le assurde modalità con le quali l’ex amministrazione avrebbe gestito e garantito il servizio scolastico agli alunni solo due giorni prima dell’inizio dell’anno scolastico".

"La previsione della turnazione nei locali del plesso 'Collodì, il calendario ed il 'genialè modello organizzativo confezionato dai nostri amministratori locali – aggiungono i genitori – ha generato ovviamente sgomento e preoccupazione per i disagi che tale provvedimento avrebbe comportato e che, di fatto, ad oggi subiamo".

Prima della chiusura del "Ciari" – spiegano i genitori – vi sono state "soluzioni tampone che non hanno sortito alcun effetto positivo e hanno solo comportato fuoriuscita e spreco di danaro pubblico", oltre ad "interventi in house con sensazionalismo al seguito quando i nostri amministratori, con pennello e cappello di carta al seguito, si sono improvvisati esperti pittori facendosi immortalare operosi e determinati a risolvere il problema con stucco e ducotone".

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