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Sabato 18 Novembre 2017 | 03:58

Regionali 2015 in Puglia Sondaggio «Gazzetta» scosse in schieramenti

di BEPI MARTELLOTTA
BARI - Una scossa di terremoto nella campagna elettorale che centrodestra e centrosinistra hanno già cominciato, tra divisioni interne e veleni a suon di primarie. Il sondaggio sulle preferenze dei pugliesi per le prossime regionali, svolto dall’Istituto Piepoli per la «Gazzetta», pur confermando l’ascesa inarrestabile di alcuni candidati, ha già cominciato a scompaginare il quadro nelle coalizioni che dovranno sfidarsi alle urne 2015
LA CRONACA DI IERI
Regionali 2015 in Puglia Sondaggio «Gazzetta» scosse in schieramenti
di BEPI MARTELLOTTA

BARI - Una scossa di terremoto nella campagna elettorale che centrodestra e centrosinistra hanno già cominciato, tra divisioni interne e veleni a suon di primarie. Il sondaggio sulle preferenze dei pugliesi per le prossime regionali, svolto dall’Istituto Piepoli per la «Gazzetta», pur confermando l’ascesa inarrestabile di alcuni candidati, ha già cominciato a scompaginare il quadro nelle coalizioni che dovranno sfidarsi alle urne 2015.

Non può che gongolare Michele Emiliano, segretario regionale del Pd a cui viene assegnato un inequivocabile 53% di consensi a sinistra, con gli sfidanti delle primarie tenuti a netta distanza. «Mancano ancora due mesi alle primarie ma è un vantaggio notevole - dice - di opinione. Quando sarà mobilitato l’elettorato ci sarà l’impatto delle strutture organizzate e bisognerà vedere quanto peseranno, Pd e Sel, sulle primarie». Di certo, dice il «cavallo» più forte di quelli che corrono alle primarie, «quello che viene fuori dal sondaggio è quello che si percepisce girando per la Puglia: credo di non avere motivo di particolari preoccupazioni - aggiunge Emiliano - e soprattutto penso che il centrosinistra, col suo migliore candidato, aumenterà quei 5-6 punti di distacco dal centrodestra. Mi pare davvero un buon viatico, ma c’è ancora molto da lavorare e, finite le primarie, anche chi perde dovrà collaborare con gli altri».

Le primarie, ricorda però Dario Stefàno (14%) hanno spesso sconfessato i sondaggi (accadde proprio con Vendola-Boccia nel 2005 e 2010). Quanto a Emiliano, «mi pare che ci sia una flessione rispetto a 15 giorni fa». Insomma, per il senatore di Sel la partita dei gazebo è apertissima. Piuttosto, è il dato politico che colpisce, ovvero l’orientamento a sinistra, per la terza volta, della Puglia. «Ci conferma come il centrosinistra in questi anni abbia lavorato bene, tant’è che l’elettorato pugliese ci sollecita a proseguire questa esperienza di governo. Questo - avverte - ci chiama tutti alla responsabilità di mettere in campo un confronto sui contenuti per proseguire nel solco di questi 10 anni di governo Vendola e migliorarli, ma con orgoglio rispetto alle tante cose buone fatte». E, rivolgendosi a Emiliano, rimarca: «Le primarie non vanno vissute con l’affanno di un’affermazione personale a discapito del centrosinistra ma - dice Stefàno - come un’occasione per esaltare l’esperienza sinora condotta e irrobustire, con i contenuti, la prospettiva che i cittadini intendono confermare nelle nostre mani».

«Se i sondaggi ci avessero azzeccato, oggi la Fiera del Levante sarebbe stata aperta da Bersani e Boccia. Per fortuna - taglia corto Guglielmo Minervini - così non è. La realtà non è mai un sondaggio e in proposito cito Vendola del 2005: “preferisco perdere la guerra dei sondaggi e vincere quella del consenso”». Il sondaggio, per Minervini, «è un arma di distrazione di massa. Il mio sondaggio lo faccio ogni sera nelle piazze piene di persone che rispondono con entusiasmo ed affetto alla mia proposta di Puglia. E il sondaggio ancora più entusiasmante l’ho fatto qualche sera fa in Fiera con 500 giovani. Quindi vado avanti, con maggiore convinzione». Infine, il monito per Emiliano, che ha annunciato «discontinuità» con i governi Vendola. «Chi vuole rappresentare questi 10 anni di governo come un’ombra scura - avverte - ho la sensazione che resterà deluso».

A sinistra, però, il vero effetto sorpresa si chiama Elena Gentile, l’eurodeputata del Pd che ha (aveva?) già deciso di ritirarsi dalla corsa alle primarie: i pugliesi le assegnano un 17% di consensi, subito dietro Emiliano. «Sono rimasta scioccata - dice - è chiaro che mi ha destabilizzato stare nella rosa dei possibili candidati con percentuali di tutto rispetto pur non essendo ufficialmente in campo e non avendo neanche fatto un minimo di mobilitazione». Lusingata per quei dati, che sono «il riconoscimento di una stima, di un affetto e di una considerazione rilevante da parte dei pugliesi», ora la Gentile è tentata. Ha tempo fino a sabato prossimo, quando il Pd si è riconvocato per l’assemblea che dovrà varare le candidature: «Se ho una percentuale più alta dei due candidati che, contro Emiliano, si stanno promuovendo sul territorio da tempo, chissà cosa potrebbe accadere se scendessi in campo... Deciderò nelle prossime ore».

Lusingato è anche Francesco Schittulli: a destra hanno convocato le primarie, ma com’è noto di candidati ufficiali per ora ce n’è solo uno (Marmo) e non si sa nemmeno se FI concederà a Fitto la possibilità dei gazebo. Tutto in alto mare, dunque quanto basta per inorgoglire l’oncologo a capo dell’omonimo movimento. «È una dato che premia l’impegno che sinora ho profuso affinché tutto il centrodestra, allargato alle forze moderate, possa concorrere al cambiamento di questa regione. E sono dati positivi se si considera che, dall’altra parte, ci sono candidati che si muovono da tempo». I ricordi tornano a 5 anni fa, quando a pochi giorni dalle urne provinciali veniva dato 10 punti sotto lo sfidante Divella, poi sconfitto: «non essendo ancora partiti con la campagna elettorale - dice Schittulli - 4-5 punti di scarto dal centrosinistra sono un segnale importante. Dobbiamo parlare chiaro agli elettori: sappiamo che il centrosinistra, finiti i teatrini, si andrà a compattare. È il centrodestra che deve responsabilmente fare gioco di squadra».

Meno meraviglia negli esponenti di partito, a destra e sinistra. «Il sondaggio ci conferma che il miglior candidato del centrosinistra è Emiliano - dice Giacomo Olivieri (Realtà Italia) - perché la gente lo percepisce come uno di loro, che combatte la criminalità a San Severo e sta tra gli alluvionati di Peschici. La destra ha ormai perso il polso dei territori, della politica come servizio: è proprio quello - dice - che noi, d’intesa con Centro democratico, stiamo mettendo in campo, coinvolgendo tanti esponenti della società civile».

«Il dato di un piccolo scarto dal centrosinistra - dice Francesco Amoruso, coordinatore regionale di FI - conferma i nostri sondaggi. La partita è tutta aperta, visto che ancora non c’è la condizione per individuare un candidato forte nel centrodestra. Emiliano è in corsa da 5 anni, noi stiamo ancora ragionando e i nostri sindaci, pure indicati nelle rilevazioni, pagano lo scotto di non essere noti in altri territori». Il possibile effetto Schittulli, ovvero una corsa in solitario dell’area moderata a scapito del centrodestra? «Grandi uomini che hanno deciso di correre in solitudine, sappiamo che fine hanno fatto. Una cosa è la valutazione della persona, che per Schittulli è positiva - una cosa - conclude Amoruso - è l’orientamento politico nelle urne».

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