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Sabato 18 Novembre 2017 | 04:00

Asl, iniziato il toto nomine ex assessore «non idoneo»

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Il 14 novembre scadono cinque direttori generali: quelli di Bari, Brindisi, Taranto e Lecce, in base a una norma voluta dal Consiglio regionale, non sono più nominabili in quanto pensionati. L’unico che può aspirare a un nuovo giro è Giovanni Gorgoni, il manager della Bat. Due ipotesi: nominare commissari a tempo (fino a marzo, termine della legislatura) o nuove nomine triennali contando sul fatto che i manager sono comunque «licenziabili» dopo 18 mesi
Asl, iniziato il toto nomine ex assessore «non idoneo»
MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Ci sono parecchie new entry, molte conferme e diverse sorprese come ad esempio Michele Ametta, ovvero l’ispettore ministeriale che ha compilato il referto critico sulla Asl di Bari. E poi bisognerà tenere conto del quadro normativo, perché tutti i pensionati sono di fatto esclusi: più della metà degli 83 idonei per la nomina a direttore generale delle Asl - inclusi 4 dei 5 manager in scadenza a novembre - non può più ottenere un incarico.

Fatto sta che l’elenco, approvato dalla giunta regionale martedì, è l’alfa e l’omega dell’ultima partita politica che il governo Vendola dovrà giocare sulla sanità pugliese. Il 14 novembre scadono cinque direttori generali: quelli di Bari (Domenico Colasanto), Brindisi (Paola Ciannamea), Taranto (Fabrizio Scattaglia) e Lecce (Valdo Mellone), in base a una norma voluta dal Consiglio regionale, non sono più nominabili in quanto pensionati.

L’unico che può aspirare a un nuovo giro è Giovanni Gorgoni, il manager della BAT. La giunta Vendola si trova dunque di fronte a un dilemma: nominare dei commissari a tempo (novembre-marzo, cioè fino al termine della legislatura) come vorrebbe fare l’assessore Donato Pentassuglia, oppure procedere con le nuove nomine triennali contando sul fatto che i manager sono comunque «licenziabili» dopo 18 mesi (e dunque lo spoils system sarebbe salvo).

Qualunque sia la soluzione, i nomi andranno pescati da quel famoso elenco di 78 (più altri 14 idonei per le aziende ospedaliere e gli Irccs: è qui che è stato inserito l’ispettore ministeriale Ametta). Certo, c’è sempre la possibilità di attingere dagli albi di altre Regioni, ma vista la situazione contingente stavolta appare una mossa molto poco probabile.

L’elenco è una miniera di sorprese. Ad esempio, non ha ottenuto l’idoneità alla nomina di direttore generale l’ex assessore regionale Ettore Attolini. Attolini, che di mestiere fa il direttore d’area all’Ares, partecipa al tavolo ministeriale sui Lea ed ha contribuito al piano di rientro. Eppure secondo la commissione (presidente Enrico Follieri, Maurizio Pasquali, Giovanni Olivero), pur avendo «importante esperienza in materia di organizzazione e pianificazione sanitaria», dal curriculum di Attolini non emergerebbero «competenze e conoscenze sia in materia di diritto che di economia».

Tra i «bocciati» ci sono per esempio Alessandro Rollo (direttore amministrativo dell’Arpa: non raggiunge i 5 anni di esperienza), Leo Volpicella (ex dg della Fiera del Levante: stesso motivo) e una dozzina di primari (direttori di unità complessa): sono stati inclusi invece parecchi direttori di distretto e numerosi direttori sanitari in carica. Nella lista dei 14 idonei per le aziende ospedaliere ci sono invece quasi tutti gli uscenti (Vitangelo Dattoli del Policlinico, Antonio Quaranta dell’Oncologico di Bari, Nicola Pansini dell’Irccs di Castellana, Tommaso Moretti dei Riuniti di Foggia) ma anche due new entry come Vito Montanaro e Alessio Nitti. VA detto che pure Moretti, come Attilio Manfrini della Asl di Foggia, alla scadenza non sarà più riconfermabile per pensionamento.

Quello degli avvicendamenti alla guida delle Asl è del resto un problema soprattutto politico. Una linea piuttosto condivisa, soprattutto nel Pd, porterebbe a evitare soluzioni traumatiche, dunque alla proroga «commissariale» degli attuali dg. Ma - anche a voler prescindere dalle valutazioni di metà mandato, in gran parte negative - non si potrebbe per via del divieto di nominare pensionati: tanto che qualcuno per aggirare l’ostacolo ha avanzato l’idea (piuttosto bizzarra) di incarichi gratuiti.

L’altra ipotesi sarebbe di nominare commissari i rispettivi direttori amministrativi, ma anche questa eventualità non convince tutti per via della continuità con manager valutati negativamente sul piano tecnico. Resta appunto la strada delle nomine ex-novo, che però supererebbero la data di scadenza della giunta Vendola: significa che per mettere mano alle Asl, chi verrà dopo dovrà aspettare almeno aprile 2016.

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