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Domenica 19 Novembre 2017 | 17:17

Bari, picchiato «per gioco» dai bulli finisce in ospedale Mamma ragazzi: «Bestie» E uno scippatore frattura il femore a un 89enne

di CARLO STRAGAPEDE
BARI - L'uomo è stato aggredito ad Adelfia, comune vicino al capoluogo. Ha riportato la frattura di una gamba e domani sarà operato. Gesto dettato da una voglia di divertimento insano. La vittima: «Non li perdono». La madre dei ragazzi su Facebook: «Giusto definirli bestie»
Bari, picchiato «per gioco» dai bulli finisce in ospedale Mamma ragazzi: «Bestie» E uno scippatore frattura il femore a un 89enne
CARLO STRAGAPEDE
BARI - Subire una frattura del femore solo per il divertimento gratuito di due bulli di appena 12-13 anni. Accade ad Adelfia, in via Conella, zona Canneto, un venerdì pomeriggio di fine estate. Vittima Domenico Favale, 56 anni, sposato, padre di una ventenne, professione pulitore di portoni. Non ha fatto sempre l’operaio, Mimmo Favale. Per anni, grazie al diploma di maestro elementare, si è dedicato al doposcuola per un paio di generazioni di bambini. Molti di loro, oggi, diventati adulti, quando lo incontrano in paese, lo salutano con affetto.

Ora è ricoverato in una stanza del «San Paolo», dove domani sarà operato. Trema Mimmo: «È la prima volta in tutta la vita che finisco in ospedale», confessa dal suo letto collocato davanti a una finestra che guarda sulla campagna. Il sole entra luminoso, nel pomeriggio di una domenica che l’operaio avrebbe certo voluto trascorrere a casa, magari a condividere un piatto di pasta al forno con i familiari.

Racconta in prima persona la terribile esperienza: «Pulisco i portoni alle dipendenze di una ditta - dice -. Questa la mia giornata lavorativa. La sveglia suona all’alba, alle 5. Spazzo e lavo androni condominiali fino alle 16, a parte una pausa panino. Ritorno a casa, mangio un boccone e riparto per un altro servizio».

Diciamo lo straordinario? «Sì, diciamo - e qui una smorfia di dolore lo fa contorcere nel letto con gli occhi serrati -. In pratica vado in alcuni condominii convenzionati e porto fuori i bidoni della differenziata in modo che il camion se li trova davanti, bell’e pronti. Venerdì pomeriggio, 5 settembre, saranno state le cinque e mezzo, mi stavo dedicando alla palazzina di via Conella angolo via Baldassarre Turi, a pochi passi dal Comune - racconta ancora Favale -. Avevo già posizionato il contenitore verde del vetro sull’ingresso del garage. Sono ritornato nel condominio a prendere il contenitore giallo della plastica e quando sono uscito nuovamente in strada un ragazzino magrolino mi ha insultato pesantemente».

Lei come ha reagito? «Mi sono limitato a chiedergli di lasciarmi stare perché stavo lavorando. Pochi istanti dopo sono stato spintonato violentemente a terra, dalle spalle. Mentre ero sull’asfalto, dolorante, mi sono reso conto che l’autore del gesto era stato un altro ragazzino, molto robusto. I due sono scappati, li ho visti entrare in un’auto».

I passanti hanno soccorso Mimmo Favale e hanno chiamato il 118. Dapprima il trasferimento al «Di Venere» di Carbonara, poi all’ospedale San Paolo. La diagnosi inappellabile: frattura del femore destro, necessario andare sotto i ferri.

«Non riesco a perdonare gli autori dell’aggressione. Ma, da genitore, sono molto preoccupato per il loro futuro. Il bullismo è una piaga da estirpare prima che possa sfociare in episodi di violenza più gravi e definitivi». Ha presentato la denuncia alle forze dell’ordine? «Sì - conferma il paziente -. Ma dal punto di vista penale non servirà a nulla, dato che entrambi i ragazzini non hanno ancora compiuto 14 anni. Una cosa è certa: agirò in sede civile per ottenere il risarcimento dei danni subìti».

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