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Domenica 19 Novembre 2017 | 11:45

«Mazzette a Modugno» Chiesto giudizio per 27

BARI – Ex amministratori, funzionari comunali e imprenditori, coinvolti nell’indagine su presunte tangenti in cambio di concessioni edilizie. L'inchiesta, il 30 novembre 2012, portò all’arresto di 12 persone, tra cui gli ex sindaci Pino Rana e Mimmo Gatti (nella foto). Assessori e dipendenti avrebbero preteso e riscosso da un imprenditore denaro per oltre 800mila euro tra il 2003 e il 2008, per il rilascio di autorizzazioni edilizie
«Mazzette a Modugno» Chiesto giudizio per 27
BARI – La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 27 persone, tra ex amministratori e funzionari del Comune di Modugno e imprenditori, coinvolti nell’indagine su presunte tangenti in cambio di concessioni edilizie. Il pm Francesco Bretone contesta agli imputati i reati, a vario titolo, di associazione per delinquere, concussione, corruzione, falso, peculato, estorsione, truffa, riciclaggio e lottizzazione abusiva. L'inchiesta, il 30 novembre 2012, portò all’arresto di 12 indagati, tra cui gli ex sindaci Pino Rana e Mimmo Gatti.

“Abusando sistematicamente dei propri poteri, – scriveva il giudice accogliendo le richieste d’arresto della Procura - richiedevano ed ottenevano prestazioni in denaro ed altre utilità (soggiorni all’estero, acquisti di immobili a prezzo scontato), in cambio delle licenze edilizie”.
Dalle indagini della guardia di finanza è emerso che consiglieri comunali, assessori e dipendenti, avrebbero preteso e riscosso da un imprenditore (la presunta vittima degli episodi di concussione, Pasquale Lombardi) denaro per oltre 800mila euro tra il 2003 e il 2008, per il rilascio di autorizzazioni edilizie. Le dichiarazioni dell’imprenditore sono state poi cristallizzate dall’accusa nel corso di un incidente probatorio, ora agli atti del fascicolo. Prescritti i reati più datati, commessi prima del 2005, in quello che lo stesso giudice aveva definito “un decennio di illegalità, sopraffazione, arricchimenti illeciti da parte di amministrazioni e funzionari pubblici infedeli”.

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