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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 17:22

Mostro Firenze, appello da Bari: salvare Pacciani dalla fossa comune

FIRENZE – Dunque, una richiesta di informazioni per sapere cosa occorresse per dare una tomba ai resti di Pietro Pacciani, il contadino protagonista della vicenda del Mostro di Firenze, pervenne al Comune di San Casciano dopo la riesumazione della salma avvenuta nel luglio del 2013, operazione avvenuta 15 anni dopo la morte, che risale al 22 febbraio 1998
Mostro Firenze, appello da Bari: salvare Pacciani dalla fossa comune
FIRENZE – Dunque, una richiesta di informazioni per sapere cosa occorresse per dare una tomba ai resti di Pietro Pacciani, il contadino protagonista della vicenda del Mostro di Firenze, pervenne al Comune di San Casciano dopo la riesumazione della salma avvenuta nel luglio del 2013, operazione avvenuta 15 anni dopo la morte, che risale al 22 febbraio 1998.

La richiesta era firmata da un docente universitario di Bari, professor Maurizio Sozio, a nome di un gruppo di studiosi che si aggrega su Internet in forum dedicati proprio al caso del Mostro. La missiva fu inviata al servizio cimiteriale del comune toscano.

Alla base della questione pratica, spiega oggi lo stesso docente, cioè assicurare una sepoltura a Pacciani, c'erano ragioni umane e scientifiche maturate tra gli studiosi sul web quando si capì che nè le figlie nè altri si erano attivati per una tumulazione dei resti. L’alternativa, stabilita dal regolamento nazionale di polizia mortuaria, è che in tali casi i resti vadano nell’ossario comune. Invece "si dovrebbe - spiega il professor Sozio che insegna 'Diritti dell’uomò e che dice di parlare a titolo personale e non per il suo ateneo - conservare la memoria storica della vicenda del Mostro di Firenze e, inoltre, non pregiudicare la possibilità che un domani, per eventuali altre indagini, siano disponibili materiali organici da cui prelevare il Dna di Pacciani e poterlo confrontare con reperti in archivio".
"Col Comune – ha anche detto il professore – feci un sondaggio, una mera richiesta di informazioni per evitare che i resti di Pacciani finissero nell’ossario", ma "non c'è nessuna morbosità, nè nessuno di noi studiosi del caso Mostro di Firenze ha eletto Pacciani a idolo, fra noi prevale solo l’aspetto storico-scientifico". Mentre invece "disperdere i resti di Pacciani nella fossa comune – prosegue – significherebbe cancellare, nel bene e nel male, anni di indagini, di sforzi investigativi, di processi di una vicenda rimasta comunque controversa, significherebbe mandare nell’oblio questa storia".
Quanto alla questione del Dna, tra i reperti in archivio suggeriti ci sarebbe "la tenda dei francesi dell’ultimo delitto del 1985 a Scopeti di San Casciano, reperto che fa parte di uno scenario più complesso rispetto agli altri delitti".
Il gruppo di studiosi di cui il docente si fa portavoce si è aggregato sul web, seguendo il caso dei delitti delle coppiette di Firenze su social network con approfondimenti dedicati proprio alla vicenda del Mostro, "diventata parte della storia della criminologia del paese" e che "non merita di essere dimenticata anche per rispetto delle vittime". E’ in questo gruppo di studiosi che si sviluppò l’iniziativa per chiedere "informazioni sulla procedura burocratica e sui costi da sostenere al fine di provvedere alla sistemazione dei resti", considerando che "per ragioni sia di memoria storica sia di 'pietas' cristiana la figura di Pietro Pacciani non debba cadere nell’oblio indistinto delle fosse comuni".
Il Comune fece sapere che gli studiosi si sarebbero dovuti procurare un 'nulla ostà dalle figlie di Pacciani ma la cosa poi, per vari aspetti, non ha avuto seguito. Ci fu anche un parere negativo della procura. Ora i resti di Pacciani, a oltre un anno dalla riesumazione, sono sempre nel deposito del cimitero in custodia cautelativa, proprio perchè qualcuno potrebbe sempre interessarsene. Ma presto, da un momento all’altro, potrebbe venir deciso di 'archiviarlì.

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