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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 12:12

«L’ariamara 4» l’attesa è finita

di CARLO STRAGAPEDE
BARI - Attesissima dal pubblico di tutte le età per quattro anni, la quarta serie de «L’ariamara», la fiction televisiva prodotta da Telenorba, andrà in onda a partire da metà settembre. L’opera, che ha per protagonista Mino Barbarese nei panni del grossista di abbigliamento Adriano Bevilacqua, fin dalla prima serie (2004), è entrata nell’immaginario collettivo
«L’ariamara 4» l’attesa è finita
di CARLO STRAGAPEDE

BARI - Attesissima dal pubblico di tutte le età per quattro anni, la quarta serie de «L’ariamara», la fiction televisiva prodotta da Telenorba, andrà in onda a partire da metà settembre. L’opera, che ha per protagonista Mino Barbarese nei panni del grossista di abbigliamento Adriano Bevilacqua, fin dalla prima serie (2004), è entrata nell’immaginario collettivo.
Insomma è diventata un fenomeno di costume ormai consolidato, al punto che certi atteggiamenti dei personaggi sono diventati tormentoni della vita quotidiana. Un’espressione su tutte: «Poi usciamo». Non solo. Chi frequenta Barbarese sul set o anche solo per un caffè o una pizza, negli scorsi quattro anni ha assistito a un siparietto del genere almeno una volta. Eccolo. Un ammiratore lo ferma per strada e lo apostrofa: «Bevilacqua, devi ritornare in televisione?». Lui puntualmente sorride, grato: «Certo, vedrete L’Ariamara 4».

Un attaccamento alla fiction che ha resistito al tempo che passa, nell’e poca tritatutto per antonomasia. Qualche anticipazione della trama (sei puntate da 90 minuti ciascuna). Bevilacqua, vittima degli strozzini, nascosto in casa di una ragazza, viene prelevato dal clan ma per mettere fine alla situazione intollerabile decide di incontrare il boss Tony Armenise (Maurizio Nicolosi), in un contesto di tensioni tra quattro bande criminali. «Nella quarta serie - anticipa Barbarese - il gangster-movie concede ampi spazi al sentimento, a figure femminili e a momenti divertenti, in una miscela ritengo armoniosa». Del resto egli proviene dal teatro comico. La sceneggiatura è stata scritta a sei mani dallo stesso Barbarese, da Emilia Loiotile e da Carmen Trigiante. La regia è di Franco Salvia.

Tra i protagonisti, Enzo Strippoli, Teodosio Barresi, Alfredo Navarra, Rocco Pietrantonio e Matteo Pedone. Non basta. È già in lavorazione un film per il cinema, con la stessa squadra. Non riveliamo oltre. Un ultimo punto. Lasciamo la parola all’autore: «La fiction racconta anche di malavita ma non è né vuole essere un vessillo né d’altra parte un tabù per alcuno, in ogni senso. Ogni vicenda nasce dalla fantasia degli sceneggiatori e non trae ispirazione da fatti realmente accaduti. Io - chiarisce Barbarese - sono un autore libero e tale mi sento e resterò per sempre. Il mio unico padrone, nel senso morale, è il pubblico che nei decenni ha apprezzato il mio lavoro con tanto affetto».

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