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Venerdì 17 Novembre 2017 | 18:33

Inseguito dopo litigio ucciso albanese

di GIOVANNI LONGO
BARI - Sarebbe stato un litigio per futili motivi alla base dell’omicidio avvenuto ieri sera intorno ale 21,30 in via Crisanzio a Bari, nel quartiere Libertà, vicino alla chiesa del Redentore. A perdere la vita un 25enne albanese, Flori Mesuti, nei cui confronti sono stati esplosi tre colpi d’arma da fuoco tra la gente ancora per strada
Interrogati testimoni ed eseguiti stub
Inseguito dopo litigio ucciso albanese
di GIOVANNI LONGO

BARI - «La tapparella era abbassata, ho sentito dei colpi». Qualche istante dopo un albanese di 24 anni cadrà sotto i proiettile esplosi dalla pistola vista di sfuggita da un uomo che vive qui. La vittima morirà più tardi al Policlinico. «Poi mi sono affacciato e ho visto un uomo che inseguiva un altro, ma non saprei riconoscerlo. In mano aveva una pistola che mi sembrava lucida, argentata. A un certo punto ho visto come una fiammata». La vittima qualche istante dopo era riversa in gravi condizioni in via Crisanzio all’altezza del civico 218. Sdraiato schiena a terra. La folle corsa in ambulanza, scortata dalla Polizia, non è servita.

Il testimone è un uomo che vive in questo pezzo di via Crisanzio, a due passi dalla facciata della chiesa del Redentore. Poco più in là la vittima, Flori Mesuti, ha terminato una corsa iniziata un centinaio di metri prima, o forse anche di più. Una lite scoppiata per futili motivi e definita a colpi di arma da fuoco. Con tanto di inseguimento tra la gente, anche bambini, che erano in strada alla ricerca di un po’ di refrigerio. Sembra questa l’ipotesi prevalente. La criminalità sembra non c’entrare, ma le indagini sono appena partite.
La zona in cui è avvenuto l’agguato, nel cuore del quartiere Libertà, è attualmente teatro di nuove frizioni tra i clan Mercante e Strisciuglio per il controllo delle attività illecite: traffico di droga ed estorsioni, in particolare. A quanto pare la vittima non era da solo. Al suo fianco c’era una parente che ha rischiato anche lei di essere ferita con tutti quei colpi esplosi all’impazzata. Perché di colpi ne sono stati esplosi più di uno. L’uomo è stato colpito al torace.

Qui si vive all’aperto, ci si conosce tutti. Da queste parti vive anche l’assessore comunale Piero Petruzzelli tra i primi ad arrivare sul posto. Prima di lui gli agenti della Sezione Volanti, della squadra mobile coordinati da Vittorio Di Lalla, i Carabinieri e i soccorritori del 118. «Non ne capisco molto - prosegue il testimone - ma mi sembra più un revolver che una delle armi che voi agenti avete in dotazione». Potrebbe avere ragione. Perché di bossoli non ne sarebbero stati trovati. Gli agenti della Polizia Scientifica hanno effettuato i rilievi del caso, evidenziando le (poche, stranamente) tracce di sangue. La lite potrebbe essere iniziata davanti a un bar gestito da cinesi tra via Martiri d’Otranto e via Don Bosco. Ma alcuni testimoni avrebbero riferito che tutto è iniziato davanti a un giornalaio di via Crisanzio. In zona ci sono delle telecamere, ma non si sa ancora se funzionano. Poco più in là c’è uno scivolo. Chissà se in quel momento, quando la pistola ha iniziato a sparare, giocava qualcuno.

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