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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 08:41

Alla Regione Puglia infornata di assunzioni stabilizzati in 800 Documento: ecco i nomi

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Si tratta di circa 800 persone: l'intenzione è assumere anche i precari delle varie societ partecipate. Gli «stabilizzandi»dei vari uffici regionali sono 371, di cui 310 sono funzionari di categoria D: si tratta, dunque, di un’infornata pari al 15% dell’intera forza lavoro (oggi la Regione ha in servizio 2.601 persone, su una pianta organica di 3.902), per un costo stimato in 13,5 milioni. Soldi che non ci sono
Alla Regione Puglia infornata di assunzioni stabilizzati in 800 Documento: ecco i nomi
MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - La stabilizzazione dei cosiddetti precari è stata intesa nel senso più ampio possibile: la Regione vorrebbe assumere a tempo indeterminato non solo chi ha già maturato i requisiti previsti dall’ormai famigerato comma-Ginefra, ma anche chi li maturerà entro fine 2015. Anche nelle agenzie e nelle società partecipate. Un todos caballeros costosissimo che, a pochi mesi dalle elezioni, rischia di trasformarsi in un boomerang.

La prossima settimana la Seconda commissione comincerà ad esaminare il disegno di legge presentato dall’assessore al Personale, Leo Caroli. Rispetto ai tre articoli concordati con le organizzazioni sindacali, la novità sono i numeri. Gli «stabilizzandi» (devono avere superato i 3 anni di lavoro a tempo determinato, con almeno una proroga) sono 371, di cui 310 sono funzionari di categoria D: si tratta, dunque, di un’infornata pari al 15% dell’intera forza lavoro (oggi la Regione ha in servizio 2.601 persone, su una pianta organica di 3.902), per un costo stimato in 13,5 milioni. Soldi che non ci sono (oggi quei contratti sono in larga parte a carico dei fondi europei) e che dovrebbero venir coperti, almeno in parte, attraverso prepensionamenti incentivati (con circa 80mila euro, cioè due anni di stipendio): Caroli prevede di portarne a casa almeno 50, ed ha già ottenuto lo stanziamento di 2 milioni nella manovra di assestamento.

Ma il vero problema è l’estensione della stabilizzazione alle agenzie e alle partecipate. Un vero e proprio controsenso, nel momento in cui dal governo arriva l’input alla riduzione. Anche perché i contratti a tempo determinato del sottobosco delle società controllate sono centinaia, sicuramente più di 500. E così come negli assessorati (tranne poche eccezioni, i «precari» sono stati presi a chiamata diretta su input della politica), anche nelle partecipate il reclutamento è stato tutt’altro che trasparente: la stabilizzazione, ammesso che si faccia mai, avrebbe il sapore della sanatoria.

La palla passa ora al Consiglio regionale, dove sul tema è prevedibile il fuoco di sbarramento di parte del Pd. L’idea di Caroli per cristallizzare il diritto alla stabilizzazione è una graduatoria dei precari, da rinviare per forza di cose alla prossima legislatura e da esaurire entro il 2018. Significa che in tre anni e mezzo la Regione dovrebbe assumere 370 precari, 200 funzionari categoria D dal concorso già avviato, e 60 impiegati vincitori di concorso. Legittime dunque le perplessità della Uil, che contesta contestare sia la riduzione delle dotazioni organiche, sia la decisione di mantenere gli 8 dirigenti a tempo determinato. Anche quelli, ovviamente, a chiamata diretta.

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