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Venerdì 17 Novembre 2017 | 18:09

Bus per l'Aeroporto per un passeggero la Regione paga 2,5 mln

BARI - Da poco più di due anni c’è un bus che fa su e giù tra Taranto e l’aeroporto di Brindisi, dieci volte al giorno, trasportando in media un passeggero alla volta. Fosse gestita da un privato, la linea sarebbe stata chiusa immediatamente insieme a tutte le altre navette di un servizio che si chiama «Pugliairbus» e che finora è costato alle casse della Regione qualcosa come 2,5 milioni di euro. Tutti soldi buttati. L'assessore ai Trasporti, Giannini: a fine anno si cambia.
Bus per l'Aeroporto per un passeggero la Regione paga 2,5 mln

Quei bus per gli aeroporti con un passeggero a corsa
Il flop di «Pugliairbus»: in due anni spesi oltre 2,5 milioniGiannini: «Stop a fine 2014, sposteremo tutto sui treni»
BARI - Da poco più di due anni c’è un bus che fa su e giù tra Taranto e l’aeroporto di Brindisi, dieci volte al giorno, trasportando in media un passeggero alla volta. Fosse gestita da un privato, la linea sarebbe stata chiusa immediatamente insieme a tutte le altre navette di un servizio che si chiama «Pugliairbus» e che finora è costato alle casse della Regione qualcosa come 2,5 milioni di euro. Tutti soldi buttati.Sono gli effetti delle spinte campanilistiche in base a cui tutti, ma proprio tutti, vogliono l’aeroporto sotto casa. E così, siccome da Foggia non si vola più (e difficilmente si riprenderà a breve), e siccome a Grottaglie ci sono soltanto i voli cargo, serve un’aspirina per calmare il mal di testa di comitati e comitatini cui nessuno ha il coraggio di raccontare le cose come stanno. Ed i risultati sono appunto un enorme spreco di soldi in cui rientrano progetti inutili, sovvenzioni a pioggia e anche queste costosissime navette.

Prendiamo la linea tra Taranto e l’aeroporto del Salento, 75 km che costano alla Regione 112,5 euro a corsa, ovvero 1.125 euro al giorno, per portare 3.639 totali nel 2012 (in media 1,2 passeggeri per corsa) e 3.029 nel 2013 (0,99 passeggeri medi per corsa). Va appena meglio, ma giusto un po’, per la linea tra Foggia e l’aeroporto di Bari: 8.307 passeggeri totali nel 2012 (media 2,7 passeggeri per corsa) e 9.755 nel 2013 (3,2 per corsa). Sono medie, appunto, che non dicono tutta la verità: perché nei mesi di febbraio e marzo, ci sono numerose corse che hanno viaggiato completamente vuote. Senza contare il fatto che le navette per gli aeroporti, incredibilmente, non viaggiano di domenica: e dunque chi parte per il weekend, non sapendo come tornare a casa, sarà probabilmente indotto a utilizzare l’auto.

I dati del 2014 non sono ancora disponibili, ma una verifica empirica fatta venerdì presso l’aeroporto di Bari ha permesso di contare sulle navette (tra partenze e arrivi) 26 utenti: la media è di poco più di 4 passeggeri per corsa, anche perché la gran parte dei viaggiatori sceglie di utilizzare la metro di superficie. È vero che chi sale sui bus paga il biglietto (in base alla percorrenza varia tra gli 8 e i 12 euro a tratta), ma la cifra che la Regione spende per «Pugliairbus» (siamo intorno agli 1,5 euro per ogni km percorso) è difficile da giustificare. Anche perché Ryanair, vera padrona dei collegamenti aerei in Puglia (e che per questo riceve tanti bei soldini), non pubblicizza il servizio navetta né sulla propria rivista di bordo né tantomeno sul proprio sito. Nemmeno i turisti, insomma, sanno che esiste questa possibilità.

«Stiamo parlando - spiega però l’assessore regionale ai Trasporti, Gianni Giannini - di un servizio sperimentale di cui è prevista l’eliminazione a fine anno per spostare tutto su rotaia». L’idea è che l’interoperabilità sul nodo di Barletta consentirà l’arrivo in aeroporto a Bari dei treni da Foggia, mentre Rfi dovrebbe attivare a breve la nuova fermata al «Perrino» di Brindisi da cui poi si potrà proseguire per l’aeroporto con lo shuttle. Ma intanto, come si giustificano i 2,5 milioni spesi in questi due anni? «Posso dire - risponde Giannini - che riceviamo quotidiane proteste da parte dei cittadini che chiedono di potenziare i collegamenti in partenza da Taranto e Foggia per gli aeroporti di Bari e Brindisi». Poi però non li usano...

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