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Martedì 21 Novembre 2017 | 14:57

Comune di Modugno Sciolto il Consiglio si insedia commissario

MODUGNO (BARI) – Si è insediato questa mattina al Comune di Modugno il commissario prefettizio Mario Rosario Ruffo, nominato alla guida della città alle porte di Bari all’indomani dello scioglimento del Consiglio comunale avvenuto in seguito alle dimissioni di 13 consiglieri (7 dell’ex maggioranza e 6 di opposizione). Le dimissioni dei 13 sono state presentate – per “assenza di dialogo”, come reso noto oggi in conferenza stampa – dopo che l'ex magistrato Nicola Magrone (nella foto), eletto sindaco poco più di un anno fa a Modugno, si è trovato a gestire una grana urbanistica
Comune di Modugno Sciolto il Consiglio si insedia commissario
MODUGNO (BARI) – Si è insediato questa mattina al Comune di Modugno il commissario prefettizio Mario Rosario Ruffo, nominato alla guida della città alle porte di Bari all’indomani dello scioglimento del Consiglio comunale avvenuto in seguito alle dimissioni di 13 consiglieri (7 dell’ex maggioranza e 6 di opposizione). Le dimissioni dei 13 sono state presentate – per “assenza di dialogo”, come reso noto oggi in conferenza stampa – dopo che l'ex magistrato Nicola Magrone, eletto sindaco poco più di un anno fa a Modugno, si è trovato a gestire una grana urbanistica scoperta dopo che nel novembre 2012 due sindaci Pd, consiglieri Pd e Udc e dirigenti delle passate amministrazioni erano stati arrestati per reati legati a tangenti di imprenditori edili: dopo aver denunciato pubblicamente che per 15 anni a Modugno si è costruito con norme illegittime, il sindaco ha perso la sua maggioranza.

Alle dimissioni dei 13, sottoscritte con atto notarile venerdì scorso, e definite dall’ormai ex sindaco Nicola Magrone “una fuga che oltraggia la città” è seguita oggi una conferenza stampa dei tredici. I consiglieri dimissionari hanno spiegato le ragioni della propria decisione e uno di loro, Massimo Angiulli, unico dei dimissionari eletto nella lista del sindaco 'Italia Giusta secondo la Costituzionè, ha annunciato che “stiamo valutando di presentare un esposto in Procura contro Magrone per omissione di atti di ufficio”.
Angiulli in conferenza stampa, parlando di “14 mesi di dittatura”, ha spiegato che il sindaco non avrebbe dato seguito alla delibera del 20 giugno scorso del Consiglio comunale sulla commissione tecnica che avrebbe dovuto trovare una soluzione alla questione urbanistica che da mesi logora la maggioranza. Immediata la replica di Nicola Magrone: “Ho adempiuto a tutti i compiti come già spiegato alla prefettura. Se la denuncia sarà formalizzata presenterò io una denuncia per calunnia”.

E’ agli atti, infatti, la nota del 24 giugno con cui il sindaco ha dato mandato al segretario generale di predisporre i documenti necessari a dare esecuzione a quel provvedimento. La questione da risolvere, ora nelle mani nel commissario, è quella relativa alle varianti al piano regolatore approvate nel 1999 con una procedura illegittima. I 13 consiglieri dimissionari, tra cui i due ex candidati sindaco avversari di Magrone alle scorse amministrative del maggio 2013, Lella Ruccia e Saverio Fragassi, hanno sottolineato che “alla base delle dimissioni non c'è solo la questione urbanistica che, al contrario, è solo una cortina di fumo. Il problema è stato soprattutto l’assenza di dialogo e condivisione dei progetti”.

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