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Lunedì 20 Novembre 2017 | 01:27

Telecardiologia in Puglia «Sospetti sui costi» Un dossier in Procura

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Ci sarebbero gravi irregolarità nella gestione del servizio di telecardiologia. Talmente gravi da aver convinto la Regione a presentare un esposto sulle modalità di affidamento dell’appalto e sui contenuti del contratto con la società Cardionline Europe che gestisce, da quasi 10 anni, il sistema per effettuare per telefono gli elettrocardiogrammi. Un sistema che in Puglia ha contribuito a salvare parecchie vite. Dubbi su escamotage per far lievitare i costi
Telecardiologia in Puglia «Sospetti sui costi» Un dossier in Procura
MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI -Ci sarebbero gravi irregolarità nella gestione del servizio di telecardiologia. Talmente gravi da aver convinto la Regione a presentare un esposto sulle modalità di affidamento dell’appalto e sui contenuti del contratto con la società Cardionline Europe che gestisce, da quasi 10 anni, il sistema per effettuare per telefono gli elettrocardiogrammi. Un sistema che in Puglia ha contribuito a salvare parecchie vite.Il problema non riguarda gli aspetti tecnici del servizio, quanto piuttosto gli aspetti amministrativi: la Regione ha effettuato una serie di controlli e ritiene di essere stata indotta a spendere molto più del dovuto, in quanto alcune clausole contrattuali non sarebbero state rispettate mentre altre avrebbero contribuito a gonfiare i costi. Nelle scorse settimane l’assessorato alla Salute ha dunque consegnato alla Procura di Bari un corposo dossier, confluito in un fascicolo di cui è titolare l’aggiunto Lino Giorgio Bruno.

Il progetto di telecardiologia, che dal 2004 al 2007 è stato sperimentato in virtù di un accordo con con la Pfizer, è stato affidato in appalto dall’Ares nel 2010. Il contratto, 3 anni rinnovabili per altri 2 (dovrebbe scadere a maggio 2015), prevedeva una spesa di 1,2 milioni di euro l’anno. Tuttavia la spesa è da subito lievitata a 1,8 milioni per effetto della clausola contrattuale che, superata del 20% la quota base di 180 ecg al giorno, prevedeva l’utilizzo di una seconda equipe cardiologica al costo di altri 600mila euro l’anno. L’assessorato nutre sospetti sulla formulazione di quella clausola perché nel 2010 il servizio già erogava 306 ecg al giorno: chi ha firmato il contratto, dunque, sapeva già prima che avrebbe ottenuto più soldi rispetto alla base di gara. L’esposto affronta anche una serie di altri aspetti. Ci sono ad esempio perplessità sui cardiologi addetti al servizio, che per contratto avrebbero dovuto essere assunti e invece sono stati reclutati a consulenza: in questo modo - secondo i calcoli della Regione - l’appaltatore si sarebbe garantito un utile d’impresa molto alto, vicino all’80%.

Va detto che dal punto di vista medico in questi 10 anni Cardionline ha funzionato, ed anche bene: dal 2004 a giugno 2014 il servizio, disponibile sulle ambulanze del 118 e nei punti di primo soccorso, ha refertato oltre 693mila ecg, contribuendo ad abbattere la mortalità coronarica. Nel 2004 si trattava di una tecnologia d’avanguardia, di derivazione israeliana, che ha alcune limitazioni (i tracciati arrivano per fax, in alcuni casi ci sono problemi di leggibilità) e nel frattempo è stata superata da sistemi in grado di superare queste criticità. Ad aprile l’ex assessore Elena Gentile aveva infatti fatto approvare in giunta un nuovo progetto, interamente digitale, che sarà gestito dal Policlinico di Bari, e che oltre ad essere molto meno oneroso (700mila euro l’anno a parità di numero di interventi) consentirà di effettuare in remoto anche il monitoraggio dell’emogas e degli enzimi. Ma sull’avvio del nuovo progetto è in corso una guerra sotterranea con l’attuale appaltatore, che in questi mesi ha più volte chiesto alla Regione l’accesso agli atti.

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