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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 23:18

Magrone sfiduciato dalla sua maggioranza A Modugno il commissario

MODUGNO - Il Comune di Modugno, a poco più di un anno dall’elezione del sindaco ed ex magistrato Nicola Magrone (nella foto), che si è presentato all’appuntamento con le urne con una sua lista civica, sarà nuovamente commissariato: 13 (dei 24) consiglieri comunali di maggioranza e opposizione si sono infatti dimessi
Magrone sfiduciato dalla sua maggioranza A Modugno il commissario
BARI – Il Comune di Modugno, a poco più di un anno dall’elezione del sindaco ed ex magistrato Nicola Magrone, che si è presentato all’appuntamento con le urne con una sua lista civica, sarà nuovamente commissariato: 13 (dei 24) consiglieri comunali di maggioranza e opposizione si sono infatti dimessi. Eletto sindaco poco più di un anno fa a Modugno, comune industriale di 38.000 abitanti alle porte di Bari, Magrone si è trovato a gestire una grana urbanistica scoperta dopo che nel novembre 2012 due sindaci Pd, consiglieri Pd e Udc e dirigenti delle passate amministrazioni erano stati arrestati per reati legati a tangenti di imprenditori edili: oggi, però, dopo aver scoperto e denunciato pubblicamente che per 15 anni a Modugno si è costruito con norme illegittime, il sindaco ha perso la sua maggioranza.

Magrone per oltre 40 anni è stato magistrato e ha condotto, tra l’altro, a Bari il primo processo ai clan criminali della città e, a Larino (Campobasso), il processo per il crollo a San Giuliano di Puglia della scuola nella quale, in occasione del terremoto in Molise del 31 ottobre 2002, morirono 27 bambini e una maestra. «E' una fuga ignobile che oltraggia gli elettori e i cittadini di Modugno» commenta il sindaco.

La questione che da settimane logora la maggioranza è quella urbanistica legata alle varianti al piano regolatore, approvate nel 1999 con una procedura ritenuta illegittima e per questo da rifare. Dieci consiglieri eletti nella coalizione di Magrone sono usciti dalla maggioranza nei giorni scorsi proprio per attriti sulla risoluzione di questa vicenda e oggi sette di loro, insieme con sei consiglieri di opposizione, hanno formalmente protocollato le proprie dimissioni. Il 25 agosto si sarebbe dovuto tenere un consiglio comunale monotematico sull'urbanistica con all’ordine del giorno una proposta del sindaco. «Per non risolvere scappano, paralizzando tutto il paese – dice Magrone -. L’ufficio tecnico torna così nell’inferno dal quale lo abbiamo raccolto. È una vicenda indegna per un paese elementarmente civile».

Ma il sindaco uscente assicura: «Quelle carte saranno comunque inviate alla Regione la prossima settimana perchè nomini un commissario ad acta che risolva il problema». Magrone oggi dice di provare «una grande gioia perchè riprendo la mia libertà» ma non nasconde l’amarezza perchè «si perde una conquista che non si vede ma è la più importante: a Modugno non si è rubato più, ma questo valore passa inosservato. Anche io in queste settimane ho pensato di dimettermi – rivela il sindaco – ma non l’ho fatto per senso di responsabilità».

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